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Viareggio, a caccia di un compratore per il cantiere Euroyacht
Per la società dell’area dell’ex Latino americano è stato offerto ad oggi un milione e mezzo di euro. Ma capannone e concessione valgono più del doppio
VIAREGGIO. A caccia di un acquirente per il cantiere Euroyacht (in liquidazione) nell’area ex Latino americano in Darsena. L’impresa è stata ammessa al concordato preventivo, con decreto del tribunale, lo scorso 26 luglio dopo un lungo periodo di difficoltà. Un mese fa si è fatto avanti un compratore che ha messo sul piatto un milione e mezzo di euro per accaparrarsi cantiere e concessione. Meno della metà del valore reale dell’impresa di circa 4 milioni. Un affare, senza dubbio, per il compratore, nell’ambito del quale però a rimetterci sarebbero i debitori che si vedrebbero restituire ben poca cosa delle cifre loro dovute dal cantiere.
Così il commissario liquidatore, il dottor Stefano Scardigli, nei giorni scorsi ha dato il via a una procedura di manifestazione di interesse finalizzata a trovare un acquirente interessato a rilevare il cantiere e disposto a mettere sul piatto una cifra più consistente.
Le vicende finanziare dell’Euroyacht sono abbastanza note in Darsena. Nato nel 1998 il cantiere decise di investire nei nuovi spazi produttivi dell’ex latino americano nel 2007. Investimento consistente ma «messo in atto- spiega il liquidatore - senza ricorso alle banche». Insomma con la propria liquidità aziendale facendo forza - all’epoca - su un buon andamento del mercato e il successo dei prodotti di Euroyacht. Tempo di ultimare i lavori e, a livello mondiale, si apre la crisi finanziaria di cui anche la nautica è, tutt’ora, vittima. Si riducono le commesse, viene deciso il ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti del cantiere (quelli della società principale, la Euroyacht e della principale società in appalto, la Euronavi). A un certo punto si affaccia la possibilità che un armatore cinese, che ha commissionato al cantiere la realizzazione del proprio yacht, possa rilevarlo per far fronte alla situazione debitoria che man mano va accumolandosi e assicurare il proseguimento delle attività produttive. Ma l’affare, evidentemente, non riesce a pieno. Così nel luglio 2012 viene avanzata al Tribunale di Lucca la richiesta di ammissione al concordato preventivo, accolta un anno dopo.
Oggi risultano soci di Euryacht l’avvocato Massimo Nelli, Peter Chan Boon Ho (cittadino britannico domiciliato a Livorno) in qualità di soci di maggioranza, la società Euronavi srl e come socio di minoranzaStefano Bartelloni.
Adesso si tenta il tutto per tutto perché la liquidazione del cantiere non si traduca in una svendita di un capannone in area assolutamente di pregio: grandi spazi con accesso a mare il cui valore, come rilevato dalle perizie, è ben superiore a quanto messo sul piatto dall’unico compratore che si è fatto avanti lo scorso 3 dicembre. «Con il milione e mezzo di euro offerto - spiega Scardigli - non riusciremo a far fronte neppure ai creditori privilegiati». I conti in sospeso per il cantiere «ammontano a circa 6 milioni di debiti nei confronti dei fornitori». Che sarebbero inevitabilmente penalizzati da una “svendita” del capannone e della relativa concessione. Sulla quale insistono, peraltro, precisi vincoli, non ultimo quello di legare il rilascio della concessione all’impiego di almeno 14 lavoratori.
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