Il Tirreno

Versilia

Odore tremendo in città: la Morina cambia o chiude

di Donatella Francesconi
Odore tremendo in città: la Morina cambia o chiude

Undici prescrizioni dalla Provincia dopo l’ultimo sopralluogo dell’Arpat Per risolvere il problema i cumuli di materiale devono essere rivoltati spesso

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VIAREGGIO. Eliminare, magari per sempre, l’odore pestilenziali che da oltre dieci anni si abbatte periodicamente sulla città potrebbe essere più facile di quello che si pensi. Ad inizio dello scorso dicembre la Provincia ha consegnato a Sea ambiente, azienda pubblico-privata (presieduta da Filippo Guidi) che gestisce la raccolta dei rifiuti differenziati - undici prescrizioni. Sulla base dei rilievi che Arpat non manca di fare ad ogni visita all’impianto di compostaggio del verde, indicato ormai da tempo come la fonte della puzza che anche nei giorni scorsi ha avvolto la città, fino in Passeggiata. Due le richieste che la Provincia (Ente che rilascia le autorizzazioni agli impianti dei rifiuti) fa proprio sul fronte della lotta alla puzza: che Sea ambiente indichi come contenere le emissioni odorigene e che i cumuli di materiale vegetale presenti nell’impianto abbiano indicazioni chiare sullo stoccaggio e relativi tempi. «Abbiamo già attivato tutte le procedure organizzative nell’impianto - spiega l’amministratore delegato Alberto Corsetti, al lavoro con impegno per affrontare di petto il problema - perchè i cumuli abbiano sempre l’indicazione della permanenza. Se un cumulo, infatti, rimane troppo fermo si crea all’interno un processo anaerobico che, una volta che lo stesso cumulo viene rivoltato, fa l’odore. Più spesso i cumuli vengono rivoltati, invece, e meno odore si fa. Perché il processo, all’interno, rimane sempre in gestione aerobica. In questo senso ci sono arrivate indicazioni importanti dal professor Favoino e dal suo collaboratore Confalonieri che abbiamo accolto e che mandiamo alla Provincia».

Ma Palazzo ducale non si è limitata a queste sole prescrizioni: «Abbiamo in cantiere l’intervento per dotare l’impianto - continua Corsetti - del sistema di raccolta delle acque meteoriche. Attendiamo solo il nullaosta del Parco». La Provincia ha chiesto a Sea ambiente anche il Piano di gestione delle acque. Comprensivo di come Sea tratta scarichi, acque di lavaggio, per esempio delle ruote dei mezzi. Legata a questa parte di organizzazione del lavoro, c’è anche la questione dell’asfaltatura del piazzale: «Che è già stato sgomberato per gran parte dal materiale - assicura Corsetti - e sono in corso le procedure per affidare il lavoro». L’asfalto del piazzale si deteriora col passaggio delle pesanti ruspe che operano sui cumuli di materiale: «Gli avvallamenti - spiega l’amministratore delegato - creano situazioni di concentrazione delle acque meteoriche». Acque che finiscono poi «per entrare in contatto con gli stessi cumuli» che si bagnano, peggiorando le condizioni che possono dare origine all’odore insopportabile.

Certo, l’impianto della Morina potrebbe essere trasferito altrove. Il Parco ha chiesto una verifica su questa eventualità: «Ho individuato un sito più grande, a Migliarino - annuncia Corsetti - ma le valutazioni sono ancora in corso».

Intanto, è necessario adempiere in fretta alle prescrizioni della Provincia. «La chiusura dell’impianto per inadempienza - spiega l’amministratore delegato di Sea ambiente - aggraverebbe di 1 milion e 200mila euro circa i costi per i Comuni di Viareggio e Camaiore». Che alla Morina conferiscono - questi i dati forniti dall’azienda - 22mila tonnellate l’anno di sfalci, potature, legnami. Da questo materiale «vengono prodotte circa 10mila tonnellate di ammendante compostato, di qualità e con tanto di certificato, che viene totalmente commercializzato». È bene sottolineare - ci tiene a conclude Corsetti, al quale va riconosciuto di voler fare chiarezza su una questione come quella dell’odore rivoltante che in particolari situazioni climatiche “incarta” la città, ci tiene a concludere con una rassicurazione: «Questa fase di ristrutturazione comporta dinamiche straordinarie ma circoscritte a periodi ben delimitati. È bene che tutti siano informati di qualche possibile disagio, fastidioso ma assolutamente innocuo dal punto di vista della salute pubblica. E soprattutto che si capisca come questi interventi sono mirati a migliorare in modo significativo e definitivo l'impatto per la cittadinanza».

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