Dalla Fondazione dei D’Angiolo i soldi per la pieve
Saranno ultimati i lavori alla chiesa di Michelangelo che rischiava di crollare per gravi lesioni strutturali
SERAVEZZA. Avevamo lasciato la Pieve San Martino, la chiesa il cui rosone è attribuito a Michelangelo, nel mezzo di un cantiere di lavoro aperto, senza sapere quando si sarebbe chiuso per mancanza delle risorse economiche per finire l’intervento. Ma oggi la conclusione non è più una chimera grazie ad una donazione di 150 mila euro della Fondazione Mite Giannetti D’Angiolo di Azzano. Ora servono “solo” 59 mila euro e intanto i lavori sono ripartiti.
«Tutti ben conosciamo i vincoli di memoria e di fede che legano la nostra famiglia – scrive in una lettera Monsignor Danilo D’Angiolo, presidente della Fondazione, nonché fratello di Vando D’Angiolo titolare della Campolonghi – a questa chiesa e al paese di Azzano. Per rispettare questi stessi nostri sentimenti e per onorare la memoria dei nostri genitori Giuliana e Mite d’Angelo informiamo che la fondazione Mite Giannetti D’Angelo disporrà il versamento di un contributo nella misura di euro 150 mila». Che si vanno ad aggiungere ai 150 della Cassa di risparmio di Lucca (100 dei quali utilizzati all’inizio per la messa in sicurezza), ai 240 mila del finanziamento della Conferenza Episcopale italiana, e ai 20 mila dell’Arcidiocesi di Pisa. Per una spesa totale di circa 520 mila euro.
Secondo le previsioni dei due comitati cittadini, che si sono costituiti per la salvaguardia della Chiesa Michelangelo a La Cappella, di sicuro entro fine anno i lavori saranno conclusi, salvo imprevisti. Insomma di sicuro nel 2015 le coppie potranno tornare a sposarsi nella chiesa, ma forse anche prima. «Dopo i lavori di sottofondazione con dei micropali e il cordolo di cemento armato lungo il perimetro della chiesa – spiega il parroco Don Ermes - adesso si metterà mano al tetto e alla navata principale; sarà smantellato e poi ricoperto con materiali più leggeri». E poi saranno sostituite le tre catene, rifatto il soffitto della navata centrale, gli intonachi della sacrestia, copertura loggiato e imbiancatura. «Da parte nostra – hanno spiegato Lorenzo Belli e Paolo d’Angiolo, presidenti dei due comitati - abbiamo messo in atto un’opera di sensibilizzazione e raccolta fondi abbastanza capillare vendendo magliette (circa 300); c’è stata una grande partecipazione. Inoltre ci sono state donazioni da 1 euro fino a 1000 euro». «I lavori si dovevano fermare – continua Belli – ma per fortuna c’è venuta incontro la Fondazione. Apprezziamo questo gesto e questi giorni abbiamo spedito lettere a tutte le realtà locali, banche, aziende private e Fondazioni per raccogliere gli ultimi 59 mila euro».
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