Italia
Società e impianti sportivi sono nel mirino dell’Asl
Controlli a tappeto in campi, piscine e palestre per il rispetto delle norme di sicurezza. Chi sgarra e non si adegua in tempo rischia lo stop dell’attività
VIAREGGIO. Impianti sportivi e società nel mirino dell’Asl. Sono in corso, infatti, controlli a tappeto dei medici e dei tecnici della prevenzione sia nelle strutture (pubbliche e private) dove si pratica sport, sia nelle varie associazioni della Versilia. L’obiettivo è verificare il rispetto delle norme di sicurezza: il che significa per gli impianti l’adeguatezza delle strutture (stanze, spogliatoi, uscite di sicurezza e così via), mentre per le associazioni sportive si parla della documentazione necessaria per praticare l’attività da parte dei tesserati. Le eventuali violazioni possono costare lo stop.
Che succede a chi sgarra. «Le eventuali irregolarità nelle strutture sportive - spiegano dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl - vengono segnalate al Comune con proposte di provvedimento. A quel punto gli uffici emettono un’ordinanza o una comunicazione che indichi i lavori da fare per adeguare gli impianti». Se la struttura è pubblica, come nel caso degli stadi comunali o dei campi sportivi, i lavori devono essere svolti dal Comune o dalla società partecipata che li gestisce: a Viareggio, ad esempio, è la Patrimonio a occuparsi della gestione. «Viene anche data una tempistica - affermano dal Dipartimento - se non viene rispettata, scatta la sanzione». Che significa chiusura o stop dell’attività. Stop che viene anche imposto anche nelle società dove manca la documentazione necessaria: ad esempio, l’idoneità che deve essere rilasciata dal medico.
Dove vengono fatti i controlli. Possono essere sottoposte a verifica tutte le strutture sportive frequentate dal pubblico: campi sportivi, piscine, palestre. I controlli vengono eseguiti insieme dai medici dello sport - che verificano la documentazione delle società - che dai tecnici della prevenzione - che invece sono incaricati di monitorare le strutture.
I casi più recenti. Al momento non è possibile stilare un primo esito di questa campagna, che peraltro avviene con regolarità da alcuni anni. Ma basta pensare a quello che è accaduto pochi mesi fa col Centro Polo per capire di cosa si parli. In quel caso, i lavori da svolgere erano legati ai servizi igienici e alle finestre degli spogliatoi: niente di clamoroso, ma sufficiente perché l’Asl prevedesse il rischio della chiusura se non si fosse provveduto a realizzarli entro una certa data. Ma pare - anche se sull’argomento il Dipartimento di prevenzione non rilascia commenti - che siano davvero poche le strutture, anche pubbliche, a norma. Il perché è semplice: la manutenzione di un impianto, anche di piccole dimensioni, è costosa e non sempre le amministrazioni comunali sono in grado di sobbarcarsi tutti gli interventi. Questo vale soprattutto per Viareggio, le cui difficoltà di bilancio sono note. In una riunione delle associazioni sportive della città si parò addirittura di 5-6 milioni necessari per rimettere a posto gli impianti pubblici. Forse è una cifra esagerata, ma non è così lontana dal vero.
@matteotuccini
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