Il Tirreno

Versilia

Scoppia la guerra al panino e alle slot in centro storico

di Luca Basile
Scoppia la guerra al panino e alle slot in centro storico

In uno dei fondi sfitti della Piccola Atene potrebbe presto arrivare anche un distributore self-service. Andreano: «Gli artisti? Sono a disagio»

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PIETRASANTA. Era inevitabile. La notizia del probabile “sbarco” nel centro cittadino di un fast food, là dove oggi c'è un ristorante, e ancora di una sala slot a due passi da piazza Duomo, sta lasciando una scia intrisa di polemiche e domande. «Di cosa ci stupiamo - raccontava un commerciante ieri mattina - la definizione più indovinata di Pietrasanta di questi ultimi anni è cenatown: oramai da tempo ci siamo venduti a ristoranti e bar e mentre ci sono sempre meno residenti, ecco protagoniste le bande di ragazzini che fanno rumore fino a tarda notte. Altro che cultura, arte e tradizioni popolari, come ci racconta il sindaco Lombardi che ha in pratica portato avanti quanto innescato, a suo tempo da Mallegni. E fisiologico, quindi, che un fast food investa denaro in una realtà come quella pietrasantina, dove la movida è caratterizzata da ondate di giovanissimi».

In realtà le trattative in corso non riguardano solamente l'apertura di un fast food con vista sulle mura cittadine - che porterà in dote un noto marchio di settore - e ancora la sala slot, ma anche un distributore self-service di merendine e bevande, alcoliche e non.

« C’era chi si lamentava, a suo tempo, della presenza dei laboratori artistici nel centro storico: facevano polvere, rumore, peggioravano l'immagine della città, dicevano. Quanta ipocrisia. Oggi che apre una sala con macchinette, che è segno della decadenza dei tempi, nel cuore della città, dove sono finiti tutti i grandi intellettuali e uomini di cultura di Pietrasanta? A breve lascerò il mio alloggio cittadino per andare ad abitare in un altro Comune: lo faccio per motivi di età e di disponibilità economiche, ma questa Pietrasanta non ha più niente a che vedere con quella dove sono stato per anni e quindi mi trasferirò senza alcun rimpianto» rilanciava sempre ieri mattina un residente di via Stagi.

E mentre su facebook e sui social network “ impazza” la polemica, con l'indice puntato contro l'amministrazione Lombardi incapace, a detta di alcuni, di impedire con un piano comunale ad hoc come fatto da Forte dei Marmi, la presenza delle slot e dei fast food in centro , c'è chi, come Simone Andreano, titolare del ristorante Il Posto, nicchia culinaria di riferimento per artisti e scultori, non sembra sorprendersi più di tanto del “nuovo corso”. «Diciamo le cose come stanno: Pietrasanta sta cambiando. In meglio o in peggio, questo non lo so, ma sta cambiando, L'età media di chi la frequenta, in particolare la sera da settembre a giugno, si è notevolmente abbassata: oggi sono i gruppi di giovanissimi ad essere protagonisti su piazza, mentre adulti e famiglie sono in minoranza. Se questa è la nuova tendenza, l'amministrazione comunale deve prenderne atto e muoversi di conseguenza: controlli, rispetto delle regole, e non solo da parte degli utenti, ma anche di noi esercenti. Detto questo i fast food hanno aperto sulla piazza Rossa a Mosca, nel centro di Firenze e a New York e quindi non vedo perché non dovrebbero aprire anche a Pietrasanta. Certo, l'identità storico e culturale di Pietrasanta andrebbe preservata. La sala slot, invece, dal mio punto di vista, se mai verrà aperta, lancia un messaggio triste e che impoverisce il nostro centro città. Cosa ne pensano gli artisti di questa ' nuova' Pietrasanta? Molti di loro si sentono a disagio: il caos e la movida notturna, ma anche una piazza Duomo non più godibile la sera come in passato - chiosa Andreano - sono motivo di riflessione».

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