Falsi residenti a Forte, scattano centinaia di accertamenti
L’ufficio tributi del Comune contesta l’esenzione Ici sulla prima abitazione relativa al 2008 Il sindaco Buratti: provvedimento necessario per evitare l’eventuale accusa di danno erariale
FORTE DEI MARMI. Capodanno amaro per oltre 450 contribuenti che sono formalmente residenti a Forte dei Marmi, ma ai quali, a fini dell’accertamento dell’Ici dell’anno 2008, l’Ufficio Tributi del Comune versiliese ha attribuito la dimora abituale in un’altra città, facendo così scattare il conseguente accertamento in rettifica di quanto già versato, spesso quantificabile in diverse centinaia di euro. Gli avvisi, infatti, per evitare la prescrizione sono stati inviati giusto prima del San Silvestro 2013. Un’ondata di lettere che sta ovviamente suscitando proteste e preoccupazioni in una bella fetta di contribuenti fortemarmini, e tra questi anche il parlamentare di Forza Italia, Maurizio Bianconi.
«Si tratta di casi frequenti – ha spiegato il sindaco Umberto Buratti - tant’è che in queste ore abbiamo registrato le lamentele non solo dell’onorevole che ha casa in Caranna, ma anche di tanti altri cittadini contribuenti, e a tutti ho spiegato la situazione che ha imposto al Comune l’invio di questi accertamenti in rettifica, ma anche la possibilità che ora ha ognuno di loro, di venire al nostro Ufficio Tributi per chiarire la rispettiva situazione, laddove sia ovviamente possibile e sostenibile. Tutto nasce – ricorda Buratti – nel 2008 quando il Governo Berlusconi annuncia che non si applicherà più l’Ici sulla prima casa. Tuttavia nelle norme che accompagnano la vecchia Imposta comunale sugli immobili non c’è grande chiarezza e da lì sorgono infiniti contenziosi che nel 2010 inducono la Corte suprema di Cassazione a dare una propria rilevante interpretazione. E proprio sulla base di questa interpretazione della Cassazione si sono mossi in tutta Italia e non solo al Forte gli uffici comunali: in sostanza si ribadisce che l’abitazione principale è ritenuta tale solo se nella stessa dimorano abitualmente il contribuente e tutti i suoi familiari. Va da sé che nei casi dove, ad esempio marito e moglie per infinite ragioni non hanno la stessa residenza si creano poi questi problemi interpretativi. Nella normativa dell’Imu – continua Buratti - questi problemi sono stati poi meglio specificati, ma la riflessione che ho fatto personalmente a tutti coloro che mi hanno contattato in merito – conclude il sindaco - è che soprattutto il Parlamento deve scrivere norme sulla fiscalità locale assolutamente più chiare per evitare poi che i Comuni debbano prendere provvedimenti come quelli di questi giorni, magari solo per evitare l’accusa di danno erariale».
Intanto dall’Ufficio Tributi del Comune fanno sapere di essere completamente a disposizione dei contribuenti che in questi giorni ricevono le lettere e disponibili a valutare le ragioni dei singoli caso per caso per vedere il da farsi. «Mi spiace che l’on. Bianconi abbia palesato la sua decisione di lasciare il Forte in ragione di questi problemi tributari, - ha concluso il sindaco del Forte - lo consideriamo da anni un concittadino che ama e frequenta il paese al punto da volersi sposare qui, ma le norme le scrive il Parlamento non il nostro Ufficio Tributi. E sono certo che l’on. Bianconi prenderà spunto da questa vicenda per far chiarire bene nelle sedi opportune i temi della residenza dei coniugi e la coabitazione ai fini tributari». (r.f.)
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