Il Tirreno

Versilia

Undici milioni di canoni non pagati

di Donatella Francesconi
Undici milioni di canoni non pagati

È la cifra contestata ai Comuni della Versilia dalla Corte dei Conti dopo le indagini sulla bassa classificazione dei bagni

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FORTE DEI MARMI. Sommando le cifre supera gli undici milioni di euro la cifra che la Procura della Corte dei Conti regionale contesta ai quattro Comuni della Versilia dotati di spiagge. Nei giorni scorsi sul tavolo del sindaco di Viareggio era arrivata la richiesta di “messa in mora” dell’ex dirigente del settore demanio comunale, Mario Salmieri, per poco più di 3 milioni di euro. Oggi tocca a Forte dei Marmi: supera i due milioni la contestazione della Corte (2 milioni e 159mila euro) che chiede la “messa in mora” di Pietro Ratti, dirigente del settore competente all’epoca dei fatti presi in considerazione (2004-2008).

Ai sindaci di Camaiore e Pietrasanta non sarebbe ancora arrivato niente, ma le cifre contestate ammontano a 2 milioni e 89mila euro per il primo (il dirigente per il quale la Corte dei Conti chiede il provvedimento è Dante Galli) e 3 milioni e 470mila euro per il secondo (dirigente Roberto Lucchesi).

Era l’agosto del 2008 quando la guardia di finanza di Lucca presentò pubblicamente i risultati dell’indagine affidata dalla Procura della Corte dei Conti regionale e le accuse. Fino al 2007 - in sostanza - per negligenza le spiagge della Versilia affidate ai concessionari degli stabilimenti balneari - secondo le disposizioni della Regione - versiliesi date in concessione risultavano classificate in fascia “C”, ovvero in “bassa valenza turistica”. Con buona pace della qualità decantata, dei costi alla clientela, dello “spolvero” con il quale qui e là si presentano le spiagge esclusive per servizi e relativa clientela. Una situazione che - secondo gli inquirenti - viola le disposizioni della legge Finanziaria del 2007 nella quale venne stabilito che le spiagge di questa fascia dovessero passare - lungo tutto il territorio nazionale - automaticamente in fascia a media valenza turistica, ovvero “B”».

Sotto accusa i canoni pagati da 440 stabilimenti balneari lungo tutta la costa versiliese, anche se niente è da imputare ai gestori degli stessi stabilimenti che hanno versati quanto è stato loro richiesto. Peccato solo che chi ha calcolato le cifre (la Regione) abbia determinato - secondo le risultanze dell’inchiesta condotta dalla guardia di finanza - una situazione in cui gli oltre 400 stabilimenti balneari del litorale da Viareggio a Forte avrebbero dovuto pagare, invece, un canone equivalente a più del doppio di quello che in realtà hanno pagato.

«Nel 2008, quando il caso scoppiò - ricorda il sindaco Umberto Buratti - mi recai personalmente a parlare con la Procura della Corte dei Conti regionale. Successivamente, con una lettera del 21 gennaio 2009 a firma dell’allora presidente Claudio Martini, i Comuni interessati furono informati dell’ipotizzato danno erariale che la Corte dei Conti contestava e che vedeva la stessa Regione come vittima del mancato introito».

In realtà le indagini della guardia di finanza non hanno mancato di valutare anche l’operato della Regione e dei suoi dirigenti, competenti per settore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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