Il Tirreno

Versilia

Avvocato a processo: calunnia ad un collega

È stata indagata insieme alla cliente che ha patteggiato e da tempo aveva preso le distanze dal legale

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VIAREGGIO. Il 16 marzo prossimo sarà in aula, in Tribunale a Lucco, luogo familiare per un avvocato: ma questa volta Antonella Casamassima, viareggina, 45 anni, ex giudice tutelare della sezione distaccata di Viareggio, sarà sul banco degli imputati. Si è conclusa così l’udienza preliminare nella quale il pm Enrico Corucci ha chiesto il rinvio a giudizio per l’avvocato Casamassima e per la sua cliente Maria Grazia Palagi che, però, ha patteggiato. dieci mesi, con la condizionale. L’accusa, per entrambe, era quella di aver «incolpato, sapendolo innocente - così scrive il pm nella richiesta di rinvio a giudizio - Cosimo Zei (anche lui avvocato e molto conosciuto, ndr), dichiarando falsamente che questi avrebbe formato, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o alterato una scrittura privata vera facendone uso. Ed altresì che avrebbe abusato di un foglio riempito in bianco del quale aveva il possesso con facoltà di riempirlo». La ricostruzione del pm è solo un passaggio di una lunga vicenda che vede Cosimo Zei uscire senza che niente gli possa essere addebitato dalle numerose cause civili e penali che Maria Grazia Palagi, assistita dalla sua legale, ha intentato contro Zei, l’avvocato che i genitori defunti della signora aveva scelto come loro procuratore. Insomma, Zei è stata calunniato dall’avvocato Casamassima - così l’accusa di cui il legale dovrà rispondere nel processo - e dalla sua cliente. La quale, però, a sua volta è stata «incolpata, sapendola innocente» proprio dal suo avvocato. In particolare - scrive la Procura - il legale ha agito «dichiarando falsamente che la Palagi, nel redigere una scrittura privata prodotta in giudizio nella quale si assumeva la responsabilità del reato contestato e chiamava in correità la Casamassima medesima». Così facendo l’avvocato rinviato a giudizio avrebbe «accusato falsamente» la propria cliente «di concorso nel reato di calunnia. Trattandosi al contrario di scrittura dal contenuto veritiero».

Ad un certo punto di questa contorta vicenda, è proprio Maria Grazia Palagi a volersi sottrarre alla “giostra” di cause e controcause in cui si è venuta a trovare. Così mette nero su bianco che «l’avvocato Casamassima manipolava quello che dicevo». Il risultato è che la stessa Palagi si ritrova una denuncia da parte dell’ormai ex difensore. Denunce che non hanno risparmiato, negli anni, anche tutti coloro che in Tribunale hanno testimoniato a favore di Cosimo Zei contro la collega. Una storia che è approdata da tempo anche all’attenzione dell’Ordine degli avvocati di Lucca.

L’avvocato rinviato a giudizio è determinato a dare battaglia fino all’ultimo, sia contro l’ex cliente che contro il collega Zei. Ma questa volta alla lunga catena di denunce è stato dato uno stop.

Donatella Francesconi

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