Vodka da quaranta gradi servita al tavolo dei minorenni
Il gruppo di sedicenni ha potuto tranquillamente bere in un locale notturno della Versilia
FORTE DEI MARMI. Sull’onda di quello che è successo al Camel Ponce a Pietrasanta, e dopo la seconda volta che il ragazzo è tornato a casa con l’alito che puzzava di alcol, la madre - che ha voluta rimanere anonima - ha deciso di denunciare pubblicamente il fatto. «È possibile che accompagno mio figlio in un locale dove lo aspettano i suoi amici, tutti tra i 16 e 17 anni, e che loro gli mettano sul tavolo una bottiglia di vodka liscia da 40 gradi?» chiede la donna, residente a Stazzema. «Erano in 10, li conosco tutti quei ragazzi, non ce n’era uno maggiorenne; e soprattutto si vede che sono piccoli: mio figlio non dimostra neppure 16 anni. Come si fa a lasciargli in mano un alcolico così forte? Questo dimostra che non ci sono né controlli né rispetto delle regole da parte dei gestori».
«In situazioni come il Camel Ponce di Pietrasanta - aggiunge la madre - è possibile che un amico maggiorenne prenda l’alcol per i più piccoli; ma nel caso di sabato sera il cameriere si è trovato davanti un gruppo di ragazzi tutti minorenni, e non era difficile intuirlo».I ragazzi avevano organizzato la serata per festeggiare le vacanze di Natale e quasi tutti sono stati accompagnati dai genitori. L’ingresso nei locali è ammesso dai 16 anni in su, ma per comprare alcol bisogna avere almeno 18 anni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
