Il Tirreno

Versilia

Due milioni mai pagati per la Residenza anziani

di Matteo Tuccini
Due milioni mai pagati per la Residenza anziani

Dal 2011 l’Asl attende dalla Pluriservizi il saldo della vendita all’ex Tabarracci Ma il mutuo non c’è ancora. Perciò la società chiede e ottiene un’altra proroga

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VIAREGGIO. Quei 2 milioni che l’Asl attende dal 2011 per la compravendita di parte dell’ex ospedale Tabarracci - dove oggi ha sede la Residenza per anziani - non sono ancora stati pagati. L’Azienda speciale pluriservizi di Viareggio, cioè l’acquirente della porzione di immobile poi destinata a casa di riposo, non li ha: il mutuo che avrebbe dovuto contrarre, tramite il Comune e la Cassa depositi e prestiti, non c’è ancora.

E così anche quest’anno - come già ha fatto l’anno scorso - l’Asp ha dovuto chiedere una proroga all’Asl per il saldo dell’importo pattuito. Proroga che l’azienda sanitaria ha concesso. Sperando che entro il 31 dicembre 2014 i 2 milioni e 150mila euro del contratto arrivino nelle casse (bisognose) dell’azienda sanitaria versiliese.

L’operazione all’ex Tabarracci, con la costruzione di una Residenza sanitaria assistita da 60 posti letto, ha suscitato in passato numerose polemiche. Tanto che qualche mese fa, l’ormai ex presidente dell’Asp Mario Terrile ribadì la legittimità di quella scelta. Su cui - sosteneva - «erano tutti d’accordo: Regione, Comune e Asl». Un’operazione che, tra acquisto e ristrutturazione dell’edificio è arrivata a costare 11 milioni di euro (cioè più di 5 volte il prezzo dell’immobile). Il motivo - spiegava Terrile nella lettera con cui diceva addio all’Asp - era che «la ristrutturazione era divenuta più imponente e costosa del previsto, con un aumento della superficie coperta e dei posti letto, con in più l’acquisto dell’immobile, passato così al patrimonio della Comunità di Viareggio». L’alternativa «sarebbe stata l’abbandono dell’impresa, con tutti gli oneri conseguenti». Certo è che la fatica della Pluriservizi a portare a termine l’operazione è evidente. Intanto c’è stata la rinuncia ad ospitare i pazienti terminali, che sono stati trasferiti nella clinica San Camillo di Forte. E poi c’è, appunto, la vicenda dei soldi per la compravendita che ancora non sono stati versati. Il contratto è stato stipulato nel dicembre di due anni fa, con un anticipo di 100mila euro sui circa 2,3 milioni dell’affare. Il termine originario del pagamento era la fine dell’anno solare successivo, cioè il 31 dicembre 2012. Ma, come detto, già a suo tempo fu chiesta una proroga di un anno. Ora ne è stata chiesta un’altra, con l’impegno preso dal Comune di inserire il relativo investimento nel bilancio di previsione 2014, in modo da consentire all’Asp l’istruzione della richiesta di mutuo. L’Asl ha accettato, ma è chiaro che prima o poi questo impegno dovrà essere onorato.

@matteotuccini

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