Italia
Tonfano si mobilita: «Riapriremo la chiesa»
Un comitato della frazione marinella al lavoro per cercare i 350mila euro che servono per sistemare il campanile danneggiato da un fulmine tre mesi fa
PIETRASANTA. Ci vorranno mesi - come minimo 5 per i soli lavori - non pochi soldi - la prima ipotesi parla di circa 350 mila euro - e tanta buona volontà da parte di tutta la comunità marinella, ma alla fine, la chiesa di S.Antonio a Tonfano, tornerà ad accogliere la sua gente. Quel fulmine che l'otto settembre scorso, andando a colpire il campanile ha reso inagibile la chiesa, in un certo senso ha ricompattato le varie anime della frazione che giovedì scorso si sono riunite nell'oratorio della parrocchia per fare il punto della situazione, d'intesa con don Alessandro. Una cinquantina i presenti, «fra questi balneari, commercianti, albergatori, residenti, insomma tante persone, diverse per ruolo e professione, ma tutte con a cuore la ristrutturazione della nostra chiesa. È stato ufficializzato un comitato che avrà il compito, sempre seguendo le direttive di don Alessandro e di un gruppo di lavoro, di portare avanti un determinato percorso nei prossimi mesi: la priorità è quella di mettere insieme il denaro che serve, attraverso forme di finanziamento e raccolta di offerte. Non è un'impresa impossibile, stiamo infatti pensando al ricorso ad un mutuo decennale: già la prossima settimana torneremo ad incontrarci per fare il punto della situazione. Prima si definisce l'aspetto economico e prima possono partire i lavori» spiega Italo Viti che in questo contesto non si propone nelle vesti di assessore, «ma come parrocchiano di S.Antonio e come persona, alla pari di altre, che farà il possibile per vedere di nuovo riaperta la nostra chiesa in tempi non troppo lunghi». Anche se le opere da realizzare non sono poche e non si limitano alla sola sistemazione e riparazione del tetto, ma anche ai suoi canali di gronda ed ancora ad un ripristino complessivo delle condizioni di sicurezza.
«Durante i lavori la chiesa, neppure parzialmente, potrà accogliere i fedeli - aggiunge Viti - si tratta dunque di fare le cose bene e con calma e di impegnarsi tutti per un solo obiettivo. Ma, e mi ripeto, quello che è emerso dalla riunione, è un grande senso di appartenenza alla comunità e alla propria parrocchia, da parte della gente di Tonfano». Del resto, nei giorni scorsi, Lalli Tonacchera Orsucci, referente dell'associazione Centro Tonfano aveva definito la chiesa «un bene primario dove ciascuno può trovare una porta aperta nei momenti precari o gioiosi della propria vita. Abbiamo bisogno della nostra casa».
Luca Basile
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