Stangati perché vendono pesce di origine misteriosa
Controlli pre-natalizi della Capitaneria in ristoranti ed esercizi commerciali. Multati in otto con sequestro della merce: non era chiaro da dove proveniva
VIAREGGIO. Maxi-stangate a ristoranti ed esercizi commerciali che vendono pesce di origine misteriosa. È scattata una vera e propria campagna di controlli da parte della Capitaneria di porto - su coordinamento della prefettura - per la difesa del consumatore nel periodo natalizio. Nel mirino i locali e la merce che mettono a disposizione dei clienti. Nel caso della Capitaneria, ovviamente, si parla di pesce. E i primi risultati ci sono già.In particolare, sono stati controllati 25 esercizi commerciali (10 ristoranti, 5 esercizi della grande distribuzione, 4 grossisti, 2 pescherie, 2 società import-export, 1 venditore ambulante e un trasporto su strada). Ispezioni che hanno prodotto 8 verbali d’illecito amministrativo, per un totale di 10.845 euro di multe (poco meno di 1.400 euro a testa). La Capitaneria ha inoltre effettuato 7 sequestri, per un totale di 340 chili tra pesce fresco o congelato, tolti dal mercato. «Nella maggior parte dei casi - spiega una nota della prefettura - non si è riusciti a risalire all’origine del prodotto ittico, mancando quella che viene definita “carta d’identità del pescato”, cioè la trasparenza che le leggi richiedono debba essere garantita ai consumatori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
