Arpat: la Morina appesta la città «È gestita male»
Decine di sopralluoghi nella struttura hanno rilevato cattiva manutenzione e mancato rispetto della normativa
VIAREGGIO. I cattivi odori che negli ultimi giorni hanno caratterizzato l’aria a Viareggio, e in particolare la zona del Marco Polo, arrivano dalla Morina. Lo sostiene l’Arpat che con una nota individua «con alta probabilità» nell’impianto di compostaggio la causa dei disagi per la popolazione
«In questo periodo dell'anno, con il fenomeno dell'inversione termica, è, più facile percepire nell'aria cattivi odori. L'inversione termica, freddo durante la notte e temperature più calde durante il giorno, favorisce il ristagno a bassa quota, nelle prime ore del mattino, dei vapori carichi di sostanze chimiche e maleodoranti che si sprigionano dai cumuli di materiali verdi stoccati all'aperto nel'impianto della Morina».
Arpat nel corso del 2013 ha effettuato diversi sopralluoghi nell’impianto «verificando una gestione non corretta dello stesso - continua l’agenzia - che ha comportato, più di una volta, la richiesta alla Provincia e al Comune di Viareggio di adottare provvedimenti. Nel corso degli ultimi sopralluoghi realizzati, ad aprile, a maggio e a luglio, gli operatori hanno riscontrato una serie di criticità, come, ad esempio, macchinari in disuso abbandonati ed in cattivo stato di conservazione, sversamenti di sostanze oleose provenienti dal lavoro di officina vicino ad un pozzetto disoleatore, lo stoccaggio provvisorio dei metalli privo di sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche ed altro ancora».
Critica, secondo Arpat, soprattutto la gestione dei rifiuti “verdi”. «L’area dove avvengono le operazioni di stoccaggio e compostaggio del verde presenta zone nelle quali l'impermeabilizzazione è deteriorata ed in alcuni punti mancante - scrive Arpat - questo provoca un notevole ristagno delle acque meteoriche che non raggiungono i quattro punti di raccolta dislocati agli angoli dell'area per poi confluire in una vasca di raccolta. Inoltre l’acqua nella vasca di raccolta si presenta con notevole vegetazione in superficie, ciò fa supporre o uno scarso utilizzo dell’areatore o una sua insufficienza». L’impianto andrebbe adeguato alle norme, dice Arpat, che rileva però i tempi estremamente lunghi.
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