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Strage: arriva Gabrielli ma i familiari non ci sono
Il capo della Protezione civile nazionale inaugura la sede viareggina: «Lo Stato non si è costituito parte civile? Non so le valutazioni, non ho visto le carte».
VIAREGGIO. «Non conosco le carte, quindi non so quale sia stata la valutazione fatta dal Governo...»: Franco Gabrielli, a capo della Protezione civile nazionale, ha davanti a sè la ferrovia che corre lungo la nuova via Ponchielli mentre risponde alla domanda delle domande, quella sui motivi che hanno spinto lo Stato a non costituirsi parte civile nel processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009. La Protezione civile dipende direttamente dalla Presidenza del consiglio dei ministri. Ed è stato lo stesso presidente Enrico Letta, nelle scorse settimane, a spiegare dalle pagine del “Tirreno” che l’accordo con le assicurazioni per i 15 milioni che la stessa Protezione civile nazionale ha messo nella ricostruzione del post strage è in fase di chiusura. E, dunque, venendo risarcito integralmente il danno, la presenza dello Stato nel processo è tutta nelle mani della sola Procura di Lucca.
L’occasione della presenza in città di Franco Gabrielli, che con la Versilia mantiene da sempre un rapporto strettissimo, è stata l’inaugurazione della ex torretta di Ferrovie, oggi trasformata in sede della Protezione civile comunale. Una cerimonia che ha visto la partecipazione delle più alte cariche civili e militari. Ma non dei familiari delle vittime della strage. «Non essere presenti è stata una scelta alla quale ci hanno costretti», spiega Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «Non potevamo certo andare da uno Stato, quello che Franco Gabrielli per il ruolo che ricopre rappresenta, che ci ha voltato le spalle, ci ha lasciato soli. Non potevamo andare da uno Stato che non c’è, ed il cui comportamento ancora non riusciamo a comprendere». Rombi ci tiene a sottolineare di «ringraziare l’amministrazione comunale che ci ha invitati, e Giuliano Pardini, responsabile della Protezione civile comunale, che ci ha sempre dimostrato quanto tiene a noi e alla vicenda che ha sconvolto le nostre vite. Sappiamo che saprà comprendere i motivi della nostra assenza all’inaugurazione della ex torretta».
Nel raccontare il senso della sua presenza a Viareggio ieri, Gabrielli ha voluto soffermarsi sul disastro: «Siamo in un luogo simbolo, luogo del dolore e della disperazione per la morte di trentadue persone, luogo al quale l’amministrazione comunale ha voluto però dare un segnale di speranza». Un luogo segnato - ha voluto sottolineare Gabrielli - «da quella casetta (la Casina dei ricordi, ndr) all’interno della quale questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho provato un senso di angoscia, un dolore che ti assale e ti rende impotente».
Settecentocinquantamila euro di ristrutturazione (seguita dall’ufficio lavori pubblici del Comune all’epoca ancora diretto da Riccardo Raffaelli, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, l’ex torretta è stata donata al Comune da Ferrovie dopo la strage. L’impegno dell’amministrazione Betti è ora quello di renderla al più presto viva, impegnando nel bilancio 2014 i fondi per arredarla. La struttura ospiterà la sala operativa della Protezione civile, un’aula per la formazione dei volontari, due magazzini, e gli uffici. Alla realizzazione dell’intervento - ha ricordato il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - Palazzo Ducale ha partecipato attivamente: «Abbiamo avuto voce in capitolo sulla ricostruzione per cercare di venire incontro alle esigenze dei proprietari e dei residenti, persone che in molti casi erano in qualche modo vicine ai morti e ai feriti. Una ricostruzione che, si può dire, è diventata un “modello Viareggio”. Dalla voce di Gabrielli il presidente Baccelli ha incassato più di un riconoscimento, condiviso con la Regione che ha espresso ben due commissari straordinari per la ricostruzione: «È un'opera decisamente importante - ha detto Gabrielli parlando della nuova sede - memento per ciò che non deve avvenire mai più, anche se sulla prevenzione non bisogna abbassare la guardia. A dimostrazione della sensibilità dell'intera Provincia, della Versilia e della Toscana tutta verso l'aspetto della Protezione civile: la Regione è una delle eccellenze a livello nazionale».
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