Da due mesi senza telefono «Basta, chiederò i danni»
L’avvocato Polloni ha trasferito lo studio a Massarosa ma la linea non c’è ancora «Decine di e-mail e chiamate di protesta non sono servite: si passa alle vie legali»
MASSAROSA. Si è trasferito due mesi fa nel nuovo studio di via Cenami, lasciando quello in via Rosmini a Viareggio dove ha lavorato per anni. Ma la linea telefonica - nonostante una valanga di email di protesta e richieste al call center - non gli è ancora stata attivata. E così questa volta l’avvocato Roberto Polloni, molto conosciuto in Versilia per le cause a difesa dei consumatori (soprattutto contro le banche), si muoverà per difendere se stesso. Chiedendo i danni «per il disagio e il lavoro perso in questi mesi».
«Nei primi giorni di ottobre - racconta Polloni - ho chiesto alla Vodafone il trasferimento delle linee telefoniche, voce e fax, e della linea Adsl, dal vecchio studio. Il call center ha confermato che l’operazione sarebbe stata possibile con il pagamento di 80 euro, ma che l’operatività del numero storico dello studio (quello che mio padre ha attivo fin dal 1960) sarebbe iniziata il 2 novembre. Sennonché la linea voce, tranne che per due giorni, non ha mai funzionato. Nel frattempo ho effettuato una ventina di chiamate al call center dove mi assicuravano il pronto intervento e una decina di email di contestazione a mezzo posta certificata». Polloni fornisce nel dettaglio anche tutte le risposte ricevute dalla società, in cui sostanzialmente gli si spiegava che il suo problema era stato - come si dice in gergo - “preso in carico”.
«I primi tempi - prosegue Polloni - mi richiamavano per informarmi che mi avrebbero richiamato. Ora scompaiono tutti. A questo punto, con l’ausilio del collega Simone Nitrini di Viareggio specializzato in telecomunicazioni, ho attivato il Corecom che ha formalmente invitato la Vodafone ad intervenire. Ma ad oggi la linea non funziona ancora».
«La cosa incredibile - continua Polloni - è che non sono stati in grado nemmeno di attivare un trasferimento di chiamata sul cellulare. E ciò che pare veramente assurdo nell’epoca delle sonde su Marte è che non sia possibile rendere operativa una linea telefonica che consiste in una tecnologia nata due secoli fa. Mi viene da pensare che ci vorrebbe il signor Antonio Meucci, in questi casi... Comunque - conclude - è ovvio che chiederò i danni in quanto ho perduto occasioni di lavoro che posso dimostrare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
