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Ex assessore rende i soldi al Comune di Pisa
Il professor Cassone, insegnante alla Piaggia, ha incassato l’indennità piena anche se era dipendente
VIAREGGIO. Indennità percepite, ma non dovute del tutto. Un lavoro prima precario che poi diventa stabile e che avrebbe dovuto dimezzare lo "stipendio" da assessore. Mettendo in fila fibrillazioni politiche sfociate in dimissioni, professioni da lavoratore autonomo seguite da un'assunzione in pianta stabile, dimenticanze nelle comunicazioni, si ottiene una richiesta di restituzione di soldi pagati in più dal Comune a un ex assessore.
È il caso di Antonio Cassone, 55 anni, residente a Viareggio, già amministratore in quota Idv nella giunta di Pisa tra il 2008 e il 2012.
L'ex assessore al personale, dal settembre 2011 professore di ruolo all'Istituto tecnico commerciale Piaggia di Viareggio, dove insegna economia aziendale, dovrà riportare nelle casse del Comune di Pisa 10.745 euro. Motivo? Dal settembre 2011 al 10 aprile 2012, giorno dell'uscita dalla giunta, faceva l'insegnante nell'istituto versiliese e per legge doveva percepire metà dell'indennità di assessore. Tradotto: anziché avere diritto ogni mese a 2.840 euro lordi, la somma corretta avrebbe dovuto essere 1.420 euro. Solo che l'assessore-docente non lo aveva detto agli uffici comunali che hanno continuato a liquidargli l'indennità piena confidando nell’assenza di variazioni rispetto alla comunicazione del maggio 2008. Con quell'atto Cassone «dichiarava di essere un lavoratore dipendente con contratto di lavoro a tempo determinato fino al 7 giugno 2008». Un precario della scuola, dunque, a cui spettavano i 2.840 euro lordi. L'assunzione di ruolo nel settembre 2011 non è stata, però, segnalata 2011 e così il docente fino all'aprile 2012, ha continuato a prendere l'indennità di funzione senza tagli per un totale di 20.830 euro.
È stato un accertamento d'ufficio, con richiesta di dati al datore di lavoro di Cassone, a far emergere i versamenti in eccesso.
«Ho trovato un accordo con il Comune e ho iniziato a ridare i soldi a rate - spiega Cassone - vorrei precisare che non si è trattato di un doppio lavoro o di comportamenti in malafede. È successo che per alcuni mesi da insegnante di ruolo ho percepito l'indennità piena che non mi spettava. Era un periodo in cui le mie dimissioni, tra richieste e annunciate, erano all'ordine del giorno e poi ritenevo che la comunicazioni sulla condizione lavorativa andasse formalizzata a gennaio, come in passato. Quando facevo l'assessore ho svolto vari lavori, tra cui l'agente immobiliare. È stata una dimenticanza in buona fede. È giusto che restituisca quei soldi, ma dopo essere stato precario della scuola per 20 anni quella cifra non ce l'ho e così ho chiesto di poterla rateizzare».
Pietro Barghigiani
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