Alta tensione in via Regia Dati: ora bisogna cambiare
Il segretario del Pd versiliese: «Questa energia va trasformata in risultati concreti» Del Soldato va all’assemblea nazionale «a portare la voce dei Comuni tartassati»
VIAREGGIO. Mentre arrivano uno dopo l’altro gli scatoloni con le schede elettorali, il clima in via Regia - sede del Partito democratico - si scalda. Chi ha scelto Matteo Renzi ha voglia di parlare: “cambiamento” è la parola d’ordine. Per gli altri, musi lunghi e qualche lite che scoppia tra la stanza nella quale è riunita la commissione di garanzia ed il corridoio. A calmare gli animi ci pensano le parole di Giuseppe Dati, alla prima prova come segretario della Federazione versiliese del Pd: «Ora si tratta di trasformare questa grande energia in risultati concreti». Dati è soddisfatto del risultato, ma prima di tutto - continua - dell’affluenza al voto. Partendo alla grande voglia di contare, questo risultato ci dice quando sia grande la voglia di cambiare».
Il segretario non si sottrae alla domanda delle domande su quali rapporti il Pd guidato da Renzi avrà con quella sinistra che in Versilia partecipa alle coalizioni dei Comuni governati dai sindaci del Pd. Insomma, tutto quelle che è rinnovamento non è sinistra? O ci sarà dialogo, scambio, collaborazione? «Penso che sinistra sia innovazione, voglia di giustizia, di eliminare quei meccanismi di potere poco democratici e trasparenti. Sinistra vuol dire anche far funzionare le cose, eliminare le incrostazioni. Se innovazione significa garantire diritti, penso che anche la sinistra non potrà che essere d’accordo».
Per Elisa Montaresi, segretaria del Pd viareggino, «l’importante, ora, è che i tre candidati (Renzi, Cuperlo e Civati, ndr) lavorino per il partito».
Con il biglietto in tasca per l’assemblea nazionale del Pd, Adolfo Del Soldato, vice sindaco di Massarosa, non sta nella pelle: «Il mio ruolo sarà quello di portare a livello nazionale le esigenze del territorio e la voce dei Comuni che sono stati massacrati dai governi degli ultimi anni, compresi quelli appoggiati da un gruppo Pd particolarmente miope».
Donatella Francesconi
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