Il Tirreno

Versilia

Aggredisce la moglie al lavoro emergono 10 anni di soprusi

La donna si è presentata dai carabinieri di Lido chiedendo aiuto: nei guai operaio di 35 anni il marito è stato allontanato da casa, l’autrice della denuncia ospitata in un luogo protetto

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LIDO. L’ha aspettata fuori dal lavoro. Poi l’ha presa per i capelli e l’ha costretta a salire in auto. Il motivo? Una scenata di gelosia. Così la vittima dell’aggressione si è rivolta ai carabinieri di Lido raccontando anni di soprusi da parte del coniuge.

Così un operaio di 35 anni di Viareggio è finito nei guai con l’accusa di maltrattamenti in famiglia in seguito all’attivamento delle procedure del Codice Rosa. L’uomo è stato allontanato dalla casa familiare su ordine della procura di Lucca.

La segnalazione dei soprusi è stata raccolta dai carabinieri della stazione di Lido a inizio novembre. Una donna, nel primo pomeriggio dell’8 novembre, si è presentata alla stazione dei carabinieri per denunciare un episodio di violenza appena subito da parte del coniuge.

Secondo il racconto della donna il coniuge l'avrebbe aspettata fuori dal luogo di lavoro e, per futili motivi di gelosia, l'avrebbe costretta ad entrare in macchina. Il tutto tenendola per i capelli e minacciandola. La donna era riuscita a liberarsi da quella presa grazie al fatto che alcuni passanti si erano accorti di ciò che stava accadendo. Così il marito aveva desistito.

Impaurita, la vittima dell’aggressione si era appunto recata in caserma per denunciare il fatto, decidendosi altresì a riferire tutto gli episodi di violenza che subiva ormai da 10 anni.

Il racconto della donna è stato raccolto seguendo le procedure del Codice rosa, un progetto di stretta collaborazione tra procura, Asl e forze dell’ordine per far emergere i casi di sopruso verso le donne e le categorie deboli. Il personale che, per motivi di lavoro, può entrare in contatto con presunte vittime di violenze e soprusi viene addestrato a riconoscere i segnali e ad agire in modo da mettere queste persone a loro agio e aiutarle a raccontare i fatti e denunciare l’aggressore. Un compito non sempre facile visto che le vittime di violenza a volte hanno paura oppure provano vergogna per l’accaduto.

In questo caso, grazie alla denuncia della donna, i carabinieri, coordinati nelle attività investigative dal pubblico ministero Antonio Mariotti, hanno accertato e trovato riscontro in tutto ciò che la donna ha raccontato. Si è delineato così un quadro di maltrattamenti consistenti in tutta una serie di atti di vessazione continui (minacce, percosse, insulti, aggressioni) tali da cagionare alla donna un disagio continuo ed incompatibile con normali condizioni di vita. Nell'immediatezza dei fatti e in attesa che venisse predisposta una misura nei confronti dell'uomo, i carabinieri hanno sequestrato allo stesso dei coltelli e una carabina ad aria compressa; inoltre i tre figli minori della coppia sono stati temporaneamente affidati ad alcuni parenti, mentre la donna ha trovato sistemazione presso una struttura protetta.

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