Il presidio
Case popolari al setaccio per scovare i falsi poveri
Dopo l’accordo con la Finanza il Comune di Massarosa organizza una task-force per recuperare i canoni non pagati. Il sindaco: «Già recuperate 5 abitazioni»
MASSAROSA. Una task-force per riscuotere i canoni per le case popolari non pagati. E in più controlli a tutto campo, anche grazie a un accordo con la Guardia di Finanza su chi usufruisce dei servizi Erp (l’ente che si occupa di fornire un tetto a chi si trova in difficoltà economica) , ma anche di agevolazioni per la refezione scolastica e i trasport senza averne diritto.
Guerra ai furbetti. Continua la guerra dell’amministrazione di Massarosa contro i cittadini che non pagano i canoni Erp. Con una determinazione dirigenziale di metà novembre il Comune ha destinato 4000 euro di risorse agli uffici comunali che devono lavorare per recuperare gli arretrati (che al momento dovrebbero aggirarsi sui 40mila euro). Il progetto prevede anche degli incentivi per i dipendenti comunali incaricati di questo compito non sempre facile. Nel comune di Massarosa ci sono circa 100 alloggi popolari per i quali, in base al reddito della famiglia, si pagano cifre mensili che vanno dai 13 euro agli oltre 200. «In molti casi - spiega Mungai - le situazioni economiche delle famiglie si sono stabilizzate quindi non c’è alcun motivo per non pagare i modesti canoni previsti per gli alloggi popolari».
Dichiarazioni Isee nel mirino. Mungai ricorda che anche le dichiarazioni Isee da tempo sono finite nel mirino. «Fino a qualche anno fa - spiega ironicamente il sindaco - sembrava che la popolazione di indigenti a Massarosa fosse molto ampia. A tutti ricordiamo che i controlli vanno avanti su almeno il 10% delle dichiarazioni».
Il macchinone sotto casa. I controlli messi in atto in collaborazione con la Guardia di finanza hanno già dato i loro frutti. «In molti casi - continua il primo cittadino - ci sono arrivate segnalazioni di suv e fuoristrada posseduti da chi usufruisce di alloggi Erp. Finora abbiamo liberato cinque appartamenti occupati da chi non ne aveva più diritto e li abbiamo dati alle persone che attendevano in graduatoria». In almeno un caso gli occupanti hanno consegnato spontaneamente le chiavi prima dei controlli delle Fiamme Gialle. A Massarosa ci sono 145 nuclei familiari che sono in lista di attesa per poter avere una casa popolare o un alloggio a prezzo calmierato. L’assessore al sociale Simona Barsotti ricorda che «i proprietari che danno in affitto case con canoni agevolati possono avere riduzioni per l'Irpef e per l'Imu».
Ok per nuovi alloggi. Per andare incontro alle esigenze delle famiglie servono nuovi alloggi popolari. «Nel nuovo regolamento urbanistico ne abbiamo previsti - spiega Mungai - intanto stiamo portando avanti il progetto che prevede l’acquisto delle strutture della Ficaia per ricavarci appartamenti».
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