Il Tirreno

Versilia

Muore a 82 anni l’inventore del primo patino a banana

di Franco Angelo Calotti
Muore a 82 anni l’inventore del primo patino a banana

Forte dei Marmi in lutto per la scomparsa di Luigi Aliboni: una intera esistenza dedicata al mare e alle costruzioni navali realizzate nel cantiere di via Viani

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. È un dicembre triste per Forte dei Marmi che vede andarsene tanti concittadini che ne hanno fatto la storia. Ieri mattina, ultimo di una serie di lutti dolorosi per la città, è scomparso all’età di 82 anni anche Luigi Aliboni, creatore dell’ultimo cantiere navale fortemarmino; epigono di una tradizione di maestri d’ascia che risale ben prima della costituzione del Comune.

Luigi era l’inventore del patìno a banana, che quarant’anni fa scosse alle radici una tradizione, ben consolidata non solo sulle spiagge della Versilia. Da un anno ormai aveva lasciato il cantiere che aveva creato inizialmente nella sua casa di via Lorenzo Viani, dove nacquero anche i suoi primi patìni e dove fu svolta in pratica tutta la lunga opera di sperimentazione e affinamento di quei curiosi scafi che ricordano appunto una banana. «Luigi era un creativo, una persona che aveva necessità di sperimentare, provare, distruggere e ricreare - ricorda commosso Celestino Usai, che di Aliboni è stato quasi un figlio, oltre che collaboratore – e questa idea del patìno a banana l’aveva maturata a metà degli anni Settanta, brevettandola. All’inizio il nuovo modello fu duramente osteggiato da tutti, perché per quanto i primi tre esemplari fossero ancora in compensato marino, solo più tardi arriverà la moderna vetroresina, uscivano decisamente dai canoni della tradizione marinara locale».

«Il primo bagnino del Forte che accettò l’innovazione Forte – continua Usai - fu Silvio Bianchi del Bagno Pennone, un mito a sua volta per le sue imprese di salvataggio e le sfide vittoriose con gli altri bagnini proprio sui patìni, e così poco a poco anche tutti gli altri scoprirono che la nuova imbarcazione dell’Aliboni era più leggera, efficace, veloce e manovrabile. In altre parole permetteva di soccorrere, ad esempio i bagnanti in difficoltà con maggiore rapidità ed efficacia».

«Un risultato costato tanti sacrifici a Luigi Aliboni che l’aveva affinato a forza di prove – ricorda ancora Usai - e rammento bene che anch’io ragazzino andavo con lui a sperimentarli al Bagno Roma – dove, sessione dopo sessione, Luigi escogitava le modifiche da apportare. Poi arrivò il successo con i patini del nostro Cantiere Tirreno, che nel 1981, intanto, aveva lasciato via Viani per una nuova sede lungo l’argine a monte del Versilia, dove è tuttora in attività. E le nostre imbarcazioni oltrepassarono i confini della Versilia per andare in tutta Italia». Al punto, aggiungiamo noi, che oggi sono un vero standard per le spiagge italiane. Successo che, però, fu fonte anche di amarezza per Aliboni quando si accorse che alcuni avevano copiato la sua idea.

Tuttavia un personaggio come lui non smise mai con la creatività e ad Aliboni, infatti, si devono anche tanti prototipi, compreso anche un velocissimo patìno da corsa con tanto di carrello per il vogatore: un vero fulmine nell’acqua!

Aliboni veniva da una delle più vecchie famiglie del Forte: suo padre, Arturo, medaglia d’oro di lunga navigazione era stato uno di quei marinai che hanno fatto il paese, e che era diventato un vero mito nella pesca delle arselle. E Luigi, stesso, in gioventù era stato bagnino e aveva anche gestito negli anni Sessanta un servizio di sci nautico e gite in motoscafo per i turisti che affollavano le spiagge, allora di gran moda.

Le esequie si terranno giovedì mattina, nella Chiesa di San Francesco a Vittoria Apuana dove alle 10,30 si terrà la Santa Messa, poi la salma proseguirà per la cremazione a Livorno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web