Il presidio
Basta caos Trenitalia ottenere il rimborso diventa più facile
È cambiata la procedura per l’indennizzo in caso di ritardo o soppressione di convogli che fanno scalo a Viareggio
VIAREGGIO. Ogni mese i pendolari - studenti o lavoratori che siano - devono fare i conti con le numerose falle del servizio offerto da Trenitalia, tra convogli (nello specifico regionali) molto spesso sporchi, sovraffollati e in ritardo (o addirittura soppressi). Su sporcizia e spazio vitale ridotto i viaggiatori possono farci poco, ma almeno un'arma a loro difesa sulla mancata puntualità dei treni, ce l'hanno: la richiesta del bonus di rimborso. E da settembre l'azienda ha teso loro la mano, semplificando notevolmente la procedura per ottenere l'indennizzo (limitatamente a chi è in possesso dell'abbonamento).
Questione di indice. La rete ferroviaria della Toscana è stata suddivisa in 13 linee, ognuna relativa a una determinata tratta della regione. Ogni mese l'indice di ogni linea viene calcolato sulla base di ritardi e soppressioni: se il valore standard (pari a 4) viene superato, allora i viaggiatori sono legittimati a richiedere il rimborso. In caso contrario (se il valore dell'indice mensile è inferiore a 4), questa possibilità meno. È possibile trovare i nuovi indici a partire dalla seconda metà del mese successivo a quello di validità dell'abbonamento (ad esempio, dal 15 novembre in poi in relazione a ottobre), nelle biglietterie o sul sito www.trenitalia.com.
Fino a tre mesi fa, il caos. Da settembre la procedura è stata notevolmente semplificata, dicevamo. Prima di allora, però, il compito era tutt'altro che agevole: prima di tutto era necessario scaricare il modulo prestampato (sempre dal sito di Trenitalia), compilarlo in ogni parte (con dati anagrafici e riferimenti dell'abbonamento) e presentarsi allo sportello in stazione. E oltre agli svariati passaggi, pure la beffa: il bonus veniva spedito a casa sotto forma di buono utilizzabile per biglietti o abbonamenti esclusivamente per tratte regionali.
Qualcosa non torna. Sul sito di Trenitalia, a proposito dei buoni spediti a domicilio, viene specificata la tempistica: «Il vostro bonus - si legge - è un titolo di credito utilizzabile, entro 3 mesi dalla data di emissione». Tutto chiaro. Se non fosse che molti pendolari aspettano ancora i rimborsi di agosto e luglio. Qualcuno addirittura di giugno. In questo caso, il periodo dei 3 mesi entro i quali utilizzare il buono è ampiamente scaduto. Chi ha provato a farsi sentire al numero verde regionale per segnalare questa incongruenza, non ha risolto granché. Gli unici in grado di dare una risposta più precisa in merito sono i dipendenti degli sportelli alle stazioni. Ma non c'è da illudersi granché: «Abbiamo già ricevuto svariate segnalazioni, ci sono ritardi nelle consegne dei buoni, ma arriveranno presto», è la spiegazione ripetuta ai pendolari scocciati e sconsolati.
Procedura più semplice. Rispetto a prima ricevere l'indennizzo è un gioco da ragazzi: basta, nello specifico, presentarsi in biglietteria con l'abbonamento di ottobre (c'è tempo sino al 10 dicembre). Una semplificazione, però, limitata ai soli possessori di abbonamenti mensili. Per quelli annuali, invece, la modalità (almeno per ora) rimane quella spiegata sopra. Per gli abbonamenti mensili il rimborso è del 20% (ad esempio per la tratta Viareggio-Prato il costo standard è di 81,50 euro, col bonus si scende sino a 65,20 euro), per quelli annuali il rimborso è del 10% del valore di 1/12 del titolo di viaggio.
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