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Mare sporco: Arpat boccia Lido di Camaiore e Pietrasanta
Il report annuale dell’agenzia: aumenta l’area interessata all’inquinamento lungo la costa versiliese. Un brutto colpo all’immagine turistica del territorio
LIDO. Una sonora bocciatura per la qualità delle acque a Lido e Pietrasanta. Il voto negativo arriva dal report annuale dell’Arpat: gli sforamenti dei livelli di inquinamento riscontrati durante il 2013 alla Fossa dell’Abate e alla foce di Motrone hanno fatto arrivare la stroncatura. Un brutto colpo all’immagine della Versilia che rende necessario un intervento risolutore - dopo tante promesse finite nel vuoto - per evitare che gli stessi problemi tornino a guastare anche la prossima stagione turistica.
Il report emesso dall’Arpat parla chiaro e fa scendere la qualità delle acque nelle due zone già citate sotto i livelli di quelle di Piombino: non certo il primo nome che viene in mente quando si parla di turismo balneare. L’arpat parla così di un miglioramento generale della qualità delle acque lungo tutti i 540chilometri del litorale toscano. Ma quando arriva il momento di elencare i punti più critici, arriva subito l’esempio della Versilia. «La qualità delle aree di balneazione controllate - scrive Arpat - nel 2013 si è mantenuta ad un livello “eccellente”, con una leggera crescita rispetto al 2012, dato che oltre il 92% delle areeed oltre il 97% dei km di costa controllati si colloca in questa classe. I sono particolarmente frequenti nella costa toscana settentrionale (litorale apuo-versiliese), mentre altrove (a Sud di Livorno) la qualità migliora e si attesta complessivamente su livelli più elevati».Poche righe sotto l’analisi si rilvela impietosa. L’area interessata dall’inquinamento a Lido e a Pietrasanta - solo in prossimità delle foci va ricordato (per evitare inutili allarmismi) - si è infatti allargata da 600 a 700 metri. Così alla foce del fosso Fiumetto, per l’Arpat, la qualità delle acque tra il 2012 e il 2013 è scesa da “sufficiente” a “scarsa”. Sufficienza stabile per il fosso di Motrone nonostante i problemi finiti all’onor delle cronache in estate. Anche la Fossa dell’Abate conferma il suo voto negativo, beccandosi uno scarso.
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