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Posti di lavoro a rischio se chiude la Sala Slot

Posti di lavoro a rischio se chiude la Sala Slot

FORTE. Andrea Sigali, titolare della Sala Slot in via Matteotti a Forte dei Marmi, non ci sta e con tutta probabilità impugnerà la sentenza del Tar della Toscana davanti al Consiglio di Stato. Il...

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FORTE. Andrea Sigali, titolare della Sala Slot in via Matteotti a Forte dei Marmi, non ci sta e con tutta probabilità impugnerà la sentenza del Tar della Toscana davanti al Consiglio di Stato. Il giudice ha infatti dato ragione al Comune che a settembre aveva emesso un’ordinanza di chiusura per la sala slot, in quanto non affine a quelle contemplate dall’amministrazione per il centro storico della cittadina turistica. E intanto con la chiusura della sala anche i tre dipendenti dell’attività rischiano il posto di lavoro. Il primo motivo per il quale il giudice ha bocciato il ricorso riguarda la data in cui è stata rilasciata dalla Questura di Lucca la licenza per la sala slot. «Il giudice ha dato ragione al Comune - spiega Andrea Sigali - perché la nostra licenza è stata rilasciata, regolarmente, il 6 maggio 2013, ovvero una settimana dopo che, il 30 aprile, l’amministrazione ha bandito con delibera anche le sale slot dal centro di Forte dei Marmi. Non ci vuole molto a capire che la delibera del consiglio comunale è stata inserita ad personam per noi. Purtroppo la nostra richiesta alla Questura di Lucca è antecedente (febbraio 2012): la licenza non viene rilasciata in un giorno, ci sono diverse procedure tra cui il sopralluogo della questura, il collaudo, e il sopralluogo del monopolio Stato». E con la probabile prossima chiusura della sala slot si troveranno a piedi anche i tre dipendenti full time. «Per adesso il Comune non ci ha ancora notificato niente, ma ci sta che nei prossimi giorni arrivi l’ordinanza. Tutto dipenderà dalla velocità del Consiglio di Stato: se bloccasse l’esecutività della sentenza, fino al prossimo giudizio, l’attività andrà avanti; se i tempi sono lunghi non abbiamo certo più la forza di mantenere i posti di lavoro». Infatti la sala era già rimasta chiusa circa 3 settimane a settembre, dopo la prima ordinanza del Comune poi congelata dal giudice in attesa della sentenza arriva il 20 novembre. “Anche io sto rischiando di perdere l’attività; c’ho investito molto - prosegue Sigali - ho messo a norma i locali consapevole di essere a norma di legge, paghiamo le tasse al 100% e versiamo al monopoli di Stato. Se non ci sarà riconosciuta la ragione al Consiglio anche la mia licenza non varrà più nulla e ci metteranno in ginocchio». (t.b.g.)

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