Il Tirreno

Versilia

Bus troppo pieno, l’autista non fa salire 2 studentesse

di Luca Basile
Bus troppo pieno, l’autista non fa salire 2 studentesse

La madre di una delle ragazze telefona alla Provincia per protestare e riceve la promessa che da stamani sarà aggiunta una corsa in più

3 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. L'autobus riparte, lentamente, sgassando per quanto può, mentre le due quattordicenni lasciate a piedi davanti alla fermata, si guardano stupite. Imbarazzate. «Quando l'autista ha detto che non avrebbe fatto salire mia figlia e la sua amica perché non c'era posto, mi sono vergognata per lui e per chi gestisce questo servizio. Mi chiedo, ma l'autista in questione si è reso conto o no della responsabilità che si è preso nel lasciare per strada, di primo mattino, due minorenni? E la Provincia, referente per conto della Vaibus, era a conoscenza o no del fatto che sempre ogni mattina, molti, anzi troppi studenti, fanno la spola da Pietrasanta a Massa in pullman stracolmi, dove spesso e volentieri sono costretti a stare in piedi con il viso schiacciato nei finestrini?». Parole, quelle di Catia Santarelli, di Seravezza, che ancora una volta puntano l'indice contro un servizio di trasporto scolastico, in terra di Versilia, lacunoso e problematico. «Ma c'è un momento in cui devi dire basta. Ed io l'ho fatto: ho telefonato in Provincia, ho raccontato quanto è successo. E adesso mi attendo, come promesso, soluzioni».

Tutto si innesca intorno alle 7.30 di ieri. «Solitamente mia figlia e la sua amica prendono il bus a Querceta: visto che eravamo in ritardo, ho deciso di accompagnarle con l'auto fino alla fermata di Montignoso. Non ero però tranquilla: l'Aurelia è molto transitata e poi lasciare due ragazzine lì da sole, di primo mattino, sinceramente, non mi sembrava opportuno. Quindi ho atteso che arrivasse il bus, ma quando l'autista ha fermato il mezzo, dietro mia insistenza visto che mi stavo sbracciando, per dirmi che non le avrebbe fatte salire, sono rimasta sbigottita. E se la sottoscritta si fosse recata al lavoro lasciando le due ragazze lì da sole per strada, di chi sarebbe stata la responsabilità se fosse poi accaduto qualcosa? - chiede Santarelli - ho accompagnata mia figlia e la sua compagna a scuola, al liceo Fermi di Massa, poi ho telefonato in Provincia, cercando di parlare con la responsabile dei servizi dei trasporti, la dottoressa Di Somma. Cosa mi è stato risposto? Era stupita, per l'accaduto. Mi hanno poi ricontattata nel pomeriggio, scusandosi e dicendo che da domani - oggi per chi legge - avrebbero aggiunto una corsa al servizio ordinario mattutino da Pietrasanta a Massa. Una presa di posizione e un interessamento che, da genitore, apprezzo. Detto questo, ritengo inaccettabile che si impedisca l'accesso a due minorenni su un mezzo: cosa sarebbe cambiato con due persone in più a bordo? Come è inaccettabile che fino ad oggi non sia stato fatto niente per ovviare a mezzi affollati oltre ogni logica, da studenti. E non è certo per i 40 euro mensili che paghiamo di abbonamento ma perché è da folli mettere a rischio l'incolumità dei nostri figli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino