Marmo: aumentano i costi per smaltire la marmettola
SERAVEZZA. «Classificare la marmettola come sottoprodotto e non come rifiuto. La normativa attuale sta penalizzando, in modo molto pesante, il nostro settore. Chi di dovere, intervenga prima che sia...
SERAVEZZA. «Classificare la marmettola come sottoprodotto e non come rifiuto. La normativa attuale sta penalizzando, in modo molto pesante, il nostro settore. Chi di dovere, intervenga prima che sia troppo tardi».
Una missiva, quella a firma di Cosmave, Associazioni industriali Lucca e Massa Carrara, indirizzata al Ministero dell’Ambiente, che riapre il fronte di discussione sulla gestione, normativa, degli scarti del marmo. «Il settore lapideo del distretto apuo-versiliese, e in modo particolare l'attività di lavorazione delle pietre, deve far fronte ad aumenti insostenibili nei costi di smaltimento degli scarti di lavorazione per la scarsa chiarezza della normativa di riferimento. Date le numerose evidenze di non pericolosità, parte dei suddetti scarti potrebbero essere riutilizzati come sottoprodotto. La normativa di riferimento, tuttavia, non precisa le caratteristiche che debbono essere rispettate per cui aziende, Arpat e proprietari dei siti non sanno come devono comportarsi».
La marmettola in Versilia è un rifiuto da conferire in discarica «soluzione che costituisce un inutile spreco e implica costi elevati - affermano gli imprenditori - L'unica discarica presente in zona, quella di Montignoso, è stata costretta infatti ad aumentare le tariffe di conferimento che dal 1 di novembre sono aumentate del 25% e dal 1 gennaio avranno un altro consistente aumento (+50%). Le Associazioni chiedono al Ministero dell'Ambiente di essere ascoltate insieme ai rappresentanti di Regione e di Arpat, al fine di superare le incertezze normative; in caso contrario gli elevati costi della gestione degli scarti potrebbero assestare un altro colpo di grazia ad un settore che purtroppo da anni versa in una condizione di grave sofferenza».
Luca Basile
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