L’Asl invia 4mila avvisi a chi ha saltato le visite
Liste d’attesa nel caos: colpa anche di chi prenota l’esame e poi non si presenta Ma se non è stata fatta la disdetta scatta la richiesta di pagamento del ticket
VIAREGGIO. Quattromila versiliesi, nell’ultimo anno, hanno saltato l’appuntamento con la visita o l’esame prenotati tramite l’Asl. Senza fare la disdetta come richiesto, e quindi creando un disagio a medici e infermieri. Ma anche ad altri pazienti, che avrebbero potuto trovare posto nello spazio occupato dagli “assenteisti”.
Le buone e le cattive. Fatto sta che questa cattiva abitudine o dimenticanza costerà caro a chi ce l’ha di vizio. Perché l’Asl gli presenta il conto: dovrà pagare il ticket della prestazione prenotata, anche se non ne ha usufruito. E anche se è esente dal pagamento per motivi di reddito. Allo stesso tempo, l’azienda sanitaria versiliese conferma la via... bonaria per sconfiggere il fenomeno. Lo fa con il servizio di promemoria che - tramite messaggio sul telefono cellulare - ricorda al paziente l’appuntamento preso al tal giorno e alla tal ora. Rammentandogli che, se non ha intenzione di presentarsi, deve fare la disdetta almeno 48 ore prima. Altrimenti, come detto, scatta il recupero del credito.
Un guaio per le liste d’attesa. Il fatto di prenotare un appuntamento senza poi presentarsi complica le liste d’attesa, ingolfandole ancora di più. Come se ce ne fosse bisogno. Perciò l’Asl 12 Versilia - come poche altre aziende sanitarie hanno fatto in Toscana - ha deciso di affrontare la questione in maniera radicale. Applicando una norma approvata dalla Regione nel 2011, che viene chiamata “Malum”. I primi 300 avvisi di pagamento - di cui Il Tirreno aveva scritto circa due mesi fa - sono già stati inviati dall’Asl ai pazienti che si sono dimenticati, più o meno consapevolmente, di avvertire che non si sarebbero presentati in ambulatorio. E naturalmente sono sorte anche le prime contestazioni. C’è anche chi il ticket lo aveva già pagato, e il suo avviso è stato ovviamente cancellato. Altri hanno addotto giustificazioni che sono state ritenute più o meno credibili.
Le prestazioni interessate. Il fenomeno riguarda le visite specialistiche o gli esami diagnostici, che si fissano attraverso il Centro prenotazioni dell’ospedale o in altri punti dedicati. E che spesso portano tanti utenti a lamentarsi delle liste d’attesa, perché l’appuntamento viene fissato settimane, se non mesi, dopo. Il calendario intasato, oltre ai consueti problemi - riduzione delle prestazioni appaltate ai privati o difficoltà di personale - risente anche delle tante defezioni dei pazienti. L’Asl calcola che, per ogni 10 visite negli ambulatori della Versilia, ce ne sono 2 che saltano per assenza dell’utente. Nulla di male, se c’è un impedimento particolare. Ma sarebbe corretto che il paziente avvisasse l’azienda sanitaria, in maniera da liberare il posto occupato nella lista d'attesa. E consentire così a un altro di potergli subentrare. Anche perché per uno che rinuncia ce n’è sempre un altro che forse ha più bisogno di lui.
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