Il Tirreno

Versilia

Con un fucile a canne mozze rapinano l’ufficio dell’Aci

di Claudio Vecoli
Con un fucile a canne mozze rapinano l’ufficio dell’Aci

I due banditi, caschi in testa e accento locale, hanno portato via oltre duemila euro in contanti Nel fuggire si imbattono in un carabiniere fuori servizio e gli puntano l’arma alla tempia

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VIAREGGIO. Sono entrati con il volto coperto da caschi e bandane sfoderando un fucile a canne mozze (probabilmente un'arma giocattolo) e puntandolo contro clienti e impiegati. Poi, parlando con un accento del posto, hanno rovistato nei cassetti dell'ufficio portando via l'incasso in contanti. Un colpo da almeno duemila euro, quello messo a segno nella tarda mattinata di ieri nella sede viareggina dell'Aci, in via Buonarroti. Ma i due banditi autori della rapina sono stati anche fortunati. Proprio mentre stavano uscendo, infatti, si sono imbattuti in un carabiniere che, fuori dal servizio, stava andando a pagare il bollo. Difficile dire se l'abbiano riconosciuto o meno, visto che era in borghese. Ma al militare non hanno dato il tempo di reagire, visto che gli hanno puntato l'arma alla tempia minacciandolo di morte. E sono fuggiti via a bordo di uno scooter di colore chiaro.

Tutto è successo nel giro di pochi minuti, intorno a mezzogiorno. I due banditi - il primo, quello armato di fucile a canne mozze, più alto e più avanti con gli anni; il secondo più basso e più giovane - hanno lasciato lo scooter in sosta nei pressi di piazza Mazzini. Poi, con il casco in testa e dei guanti in lattice alle mani, si sono entrati nella sede dell'Aci, in via Buonarroti quasi all'incrocio con la via Vespucci. In quel momento, oltre a tre dipendenti dell'Automobil club, nell'ufficio si trovavano anche quattro clienti. Uno dei malviventi, mostrando subito il fucile a canne mozze e minacciando ad alta voce tutti i presenti, si è piazzato all'ingresso in modo da bloccare l'uscita a tutti. L'altro è invece andato dietro il bancone ed ha rovistato nei cassetti, portando via i contenitori in metallo dove era conservato l'incasso in contanti della mattinata. "Erano agitati, urlavano ed avevano molta furia" racconta Gloria Di Dio, una delle dipendenti dell'Aci.

I due rapinatori, però, hanno rischiato grosso. Proprio al momento di scappare via, infatti, si sono imbattuti in un carabiniere del nucleo operativo fuori servizio che stava entrando all'Aci per pagare il bollo. In borghese e non armato, il militare si è visto puntare alla tempia il fucile a canne mozze. Preso di sorpresa e non sapendo se l'arma fosse autentica o meno, il carabiniere non ha reagito. Ma non appena i banditi si sono allontanati in direzione della piazza Mazzini, ha provato ad inseguirli. Ma i due sono stati rapidissimi a salire a bordo dello scooter e a fuggire via con i duemila euro di bottino.

Pochi istanti più tardi sul posto sono intervenute alcune macchine dei carabinieri, ma la ricerca dei due malviventi si è conclusa senza esito. La scientifica sta adesso esaminando le immagini a circuito chiuso delle telecamere di sicurezza a caccia di indizi per cercare di risalire ai due rapinatori.

Non è il primo colpo che ha come obiettivo la sede dell'Aci di Viareggio. Negli ultimi anni l'ufficio è stato rapinato in due occasioni nel giro di pochi mesi. E in entrambi i casi con analoghe modalità. Una quarta rapina, invece, risale agli anni Novanta.

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