Il Tirreno

Versilia

«Quei politici in tv da che parte stanno?»

«Quei politici in tv da che parte stanno?»

Se lo chiedono i lavoratori licenziati da Roberto Monciatti: solidali con noi ma poi si fanno intervistare

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VIAREGGIO. «Roberto Monciatti dovrebbe vergognarsi ad annunciare di voler denunciare un familiare di una vittima della strage di Viareggio». Così parla Riccardo Antonini, ferroviere licenziato, da sempre al fianco dei familiari, anima dell’Assemblea 29 giugno. Il riferimento è all’annuncio che Monciatti ha fatto dopo la trasmissione “Report” che ha voluto vederci chiaro nel “caso” della crisi di Rete Versilia.

Tornano a farsi sentire anche gli ex dipendenti dell’emittente privata, che Monciatti ha licenziato (insieme a quelli che si sono licenziati volontariamente). Chiedono «un po' di coerenza» agli amministratori viareggini dopo che in un consiglio comunale, ma non solo, riservato alle questioni legate a Reteversilia e alla Misericordia, gli stessi hanno avuto parole critiche nei confronti di Monciatti. «I sindaci versiliesi ne hanno chiesto il licenziamento insieme a noi nel corso di varie manifestazioni e durante il consiglio comunale di Viareggio. E sia gli assessori che gli stessi consiglieri hanno criticato in modo duro il comportamento di Monciatti. Poi, come se nulla fosse, hanno rilasciato interviste e sono andati negli studi televisivi di Reteversilia. Con questo non vogliamo che sia negata l'informazione all'emittente, ci mancherebbe...Però che almeno coloro che hanno criticato Monciatti fossero coerenti, dimostrandolo con i fatti negando loro le interviste».

Gli ex dipendenti poi tornano a chiedere spiegazioni per quanto riguarda il saldo delle loro spettanze. «Siamo stati licenziati il 23 settembre ed oggi siamo al 12 di novembre senza che nessuno da Reteversilia ci abbia comunicato quando ci verrà saldato il conto per il Tfr, le ferie non pagate, il mancato preavviso. Siamo stati negli uffici e ci è stato risposto che stanno ancora facendo i conteggi. Questa ci sembra una presa in giro, visto che ci era stato assicurato che ci avrebbero saldato tutto. Noi siamo senza un lavoro, licenziati, e il colmo è che non ci vengono dati i soldi che ci spettano. Intendiamo far sapere che siamo disposti ad intraprendere una nuova esperienza con editori e imprenditori nuovi visto, che in giro ce ne sono, come pure anche frequenze libere. Crediamo che in Versilia ci possa essere lo spazio anche per un'altra realtà televisiva. Le potenzialità ci sono, compreso un gruppo di lavoratori licenziati che hanno tanta voglia di rimettersi in gioco».

Roy Lepore

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