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Spiagge in vendita, il blitz del Pdl divide i balneari
Il piano salva-bagni riemerge a sorpresa: è polemica I concessionari: «Non vogliamo giochetti politici»
VIAREGGIO. Il piano salva-bagni rispunta a sorpresa. E scoppia la polemica. Tra i partiti (Pd e Pdl) ma anche tra i balneari. Che si dividono sull’opportunità o meno di proseguire con un progetto ritenuto «difficile da far digerire all’opinione pubblica e soprattutto agli ambientalisti». Il “verde” Angelo Bonelli, non a caso, ha già detto che farà le barricate per impedirlo.
In pratica, il Pdl ha ripescato il piano del sottosegretario Pierpaolo Baretta (Pd) in un emendamento alla legge di stabilità. Si prevede di togliere dal patrimonio demaniale la parte di spiaggia dove sorgono le strutture degli stabilimenti balneari, e venderla - con un diritto d’opzione - ai concessionari stessi. Che in questo modo salvano almeno la metà delle loro attività dalla tagliola delle aste. E assicurano - secondo il centrodestra - un flusso tra i 5 e i 10 miliardi di euro alle casse pubbliche. La parte con ombrelloni - come si legge nell’emendamento - verrà invece assegnata tramite gara pubblica «sulla base di un piano dei servizi che contempli criteri capaci di garantire l’unicità della gestione». Un burocratese che confonde le acque, e che fa ipotizzare qualcosa che non potrà mai avvenire (cioè un punteggio di favore per il concessionario uscente).
Questo blitz, però, non è piaciuto affatto ai colleghi di maggioranza nel Governo. Il Pd si è arrabbiato, perché sul piano Baretta era in corso una riflessione che doveva portare a un progetto condiviso da tutti i partiti sulla questione Bolkestein. «Quelli del Pdl hanno voluto metterci il cappello», sibilano i democratici. Emiliano Favilla, leader dei balneari, si domanda su Facebook: «Non capisco cosa stia succedendo: perché quella proposta è stata presentata solo dal Pdl, quando c’è stato un lungo lavoro preparatorio bipartisan (Pd-Pdl) e c’era la volontà di presentarlo unitariamente? Era già complicato se la presentazione veniva fatta da entrambi i partiti di maggioranza del Governo, figuriamoci poi se qualcuno per metterci la “bandierina sopra” ha preferito fare una fuga in avanti. Se le cose stanno così come mi dicono, l’errore sarebbe clamoroso». Lo stesso Favilla spiega poi di avere dei dubbi su una proposta come quella di Baretta, «di difficile attuazione e certo da non presentare come se le spiagge fossero in vendita: bisogna cercare il consenso, non farsi altri nemici». Non così la pensano altri balneari, entusiasti perché il progetto - che in effetti è un compromesso tra le richieste dell’Unione Europea e quelle dei bagni - è tornato a galla in maniera ufficiale. Se poi andrà in porto, è tutto da vedere.
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