Italia
Le società partecipate servono solo a salvare i conti del Comune
L’atto d’accusa dell’esperto scelto dal commissario Mannino Il caso Mover: per il privato fatturato certo e zero rischio
VIAREGGIO. Il bando per la parziale privatizzazione della Mover? È stato lo strumento con il quale il Comune «ha affidato ad un privato la sostanziale gestione della società assicurandogli per altro un fatturato certo che, ove non fosse raggiunto, comporta l’intervento del Comune per rimediarvi. Dunque al di fuori di un minimo rischio di impresa». E quello per la ricerca di un socio privato per la Viareggio porto? È «sintomatico di una gestione delle società partecipate che è spesso stata finalizzata a reperire risorse a vantaggio dell’ente (in un’ottica di breve periodo) al di fuori di ogni logica di buon andamento e di responsabilità per gli equilibri futuri». La verità, tutta la verità e nient’altro che la verità sul “sistema Viareggio” nella relazione firmata dal professor Stefano Pozzoli, professore di economia, esperto di ragioneria degli enti locali, membro dell’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli Enti locali del ministero dell’interno, e tra le altre cose consulente tecnico presso Tribunale e Corte d’appello di Firenze. A lui il commissario straordinario Domenico Mannino diede l’incarico di ficcare il naso nelle società partecipate (le due Sea, Asp, Mover, Viareggio porto, Viareggio Patrimonio, Centro congressi) e mettere nero su bianco lo stato dell’arte. Il quadro che ne esce è un lungo e motivato atto d’accusa per la politica locale, tutta, e per i governi che si sono succeduti moltiplicando un infinito Monopoli.
«L’impressione che se ne ricava - scrive Pozzoli - è che molte società, ed in particolare la Viareggio Patrimonio, siano utilizzate anche per superare in modo artificioso i problemi di operatività dell’Ente locale. In modo da assicurarne, in un’ottica di breve periodo, il mantenimento degli equilibri finanziari. Tutto ciò ha consentito di rinviare tutta una serie di problemi di equilibri finanziari ma non li ha certo risolti. Aggravando così le prospettive di medio termine». Una condizione che «costringe il Comune oggi a dovere affrontare molte questioni fino ad ora rinviate».
Ed allora, ecco quali sono le critiche dello studio Pozzoli alla galassia-partecipate.
Mover. Nata con l’amministrazione del sindaco Marco Marcucci (centrosinistra), la società dei parcheggi viene parzialmente privatizzata dall’amministrazione di Luca Lunardini (centrodestra)con un contestatissimo bando ed un contratto pesante. Vince la gara Paolo Del Pistoia, già socio privato del Comune in Sea risorse. Come da bando il socio privato si impegna a realizzare lavori stradali e opere viarie: «Il punto è - scrive Pozzoli - che anche qui si utilizzano risorse prevalentemente pubbliche al fine di fare opere (gli investimenti a cui si impegna la società) che poco o niente hanno a che fare con la gestione della sosta». Il tutto «al di fuori di ogni minimo rischio d’impresa».
Viareggio porto. Le vicissitudini della gara, del ricorso e dell’uscita del socio privato sono note. Ma firmare il contratto di cessione delle quote a ricorso ancora aperto è stato «un atteggiamento imprudente».
Viareggio Patrimonio. È storia di queste ore quale sia la situazione finanziaria della società di cui Pozzoli scriveva: «È destinata a rappresentare il più grande problema del Comune di Viareggio nel prossimo futuro». Dubbi talmente forti, quelli di Pozzoli sullo stato della Viareggio Patrimonio, da arrivare a scrivere: «Sembra quasi che l’entità del servizio fosse, almeno all’origine, commisurata al fabbisogno della società piuttosto che ai servizi da erogare».
Quando Pozzoli mette mano alle carte, la Giunta Lunardini ha già provveduto a quella riduzione di capitale necessaria a salvare il bilancio. Un passaggio fatto «nonostante la Viareggio Patrimonio debba sopportare un pesante indebitamento». Se a questo si aggiunge che «il trend della società rende facile immaginare che i risultati di gestione, probabilmente già nell’esercizio 2012, siano di sensibile perdita», allora «questo rende ancora più paradossale la riduzione del capitale per esubero. Ed estremamente urgente una riflessione sui destini della società stessa». Pozzoli ricorda il quesito che il commissario Mannino ha posto alla Corte dei Conti sulla necessità o meno di porre la Viareggio Patrimonio in liquidazione: «La sezione di controllo ha indirizzato il suo parere nella direzione della necessità di una messa in liquidazione della società. Ed è indubbio che questo sia lo spirito della disciplina».
In ogni caso, conclude Pozzoli, «la Viareggio Patrimonio è una società dal destino incerto e farebbe bene l’amministrazione entrante a valutarne seriamente la messa in liquidazione, seguendo un percorso idoneo e prudente di rientro nei canoni di una corretta gestione del mondo delle partecipate nel suo complesso». Partecipate che «devono essere organizzate in modo da erogare efficientemente dei servizi e non per “risolvere” senza una logica industriale i problemi che via via si manifestano e che vanno affrontati e non rinviati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
