Italia
La denuncia: banchine sempre ai soliti noti, ora basta
VIAREGGIO. «Serve maggiore trasparenza nell’assegnazione delle banchine che non possono andare ai soliti noti. Bisogna fare chiarezza, anche alla luce delle indagini della magistratura». Parola così...
VIAREGGIO. «Serve maggiore trasparenza nell’assegnazione delle banchine che non possono andare ai soliti noti. Bisogna fare chiarezza, anche alla luce delle indagini della magistratura». Parola così il primo cittadino, intervenendo al convegno organizzato da Cna sul futuro del porto di Viareggio. Parole, quelle di Betti, che seguono a ruota un intervento decisamente forte sull’argomento “caos banchine”. Tema, quello delle concessioni, che Andrea Giannecchini, presidente di Cna nazionale, definisce - nella propria relazione - come «scottante». Perché «dietro le stesse sappiamo che orbitano interessi ingenti. Ho 42 anni - spiega Giannecchini - da oltre 15 lavoro in questo settore e non ho ancora capito bene con quale criterio oggi vengono attribuiti i diritti di utilizzo delle banchine e con quali modalità si possono ottenere spazi per ormeggiare ed effettuare lavori nel porto di Viareggio».
Ma non è solo un problema di non capire, o non saper “maneggiare” il rebus che ci si trova di fronte ogni volta che si prova ad approfondire le questioni portuali: «È innegabile - prosegue Giannecchini - che esista un problema di trasparenza e ad oggi l’utilizzo della banchina passa attraverso modalità poco chiare e a volte di dubbia legittimità».
Parole pesanti, per descrive un sistema che si è sviluppato e si è diffuso sotto gli occhi di tutti, nessuno escluso. Anche Giannecchini tocca il tema dell’inchiesta avviata dalla Procura di Lucca (pm Fabio Origlio): «Lapresenza di indagini della magistratura ne è, purtroppo, una triste ed evidente testimonianza». Resta il fatto che «questa situazione è diventata inaccettabile. Per questo è ormai irrinunciabile individuare un metodo che sia, da un lato garanzia di trasparenza e dall’altro offra criteri di pari opportunità, evitando che la prerogativa dell’utilizzo sia sempre nelle mani dei soliti noti, siano essi grandi o piccoli». L’appello è tutto per l’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli: «Si impegni da subito per procedure e modelli che sgomberino finalmente il campo da sospetti e ambiguità». (d.f.)
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