Il presidio
Franceschi: assurdo votare sul depuratore
FORTE DEI MARMI. «Questa votazione non serve a nulla e male hanno fatto tutti coloro che hanno voluto presentare un elenco di cose da fare senza tener conto che la gente sarebbe ingenuamente e...
FORTE DEI MARMI. «Questa votazione non serve a nulla e male hanno fatto tutti coloro che hanno voluto presentare un elenco di cose da fare senza tener conto che la gente sarebbe ingenuamente e serenamente cascata nel dilemma "Questo sì, questo no"». È molto severo il giudizio che Vasco Franceschi, già candidato sindaco ed ex assessore affida a Facebook, riguardo alle votazioni svolte nei giorni scorsi per il bilancio partecipato e a cui hanno partecipato 240 cittadini che adesso avranno la responsabilità di decidere quale opera pubblica si potrà fare con i 400mila euro messi a disposizione dal Comune.
Lo spoglio ci sarà solo domenica mattina, ma il tam tam cittadino lascia credere che vincerà l’indicazione di realizzare al più presto la terza vasca del depuratore consortile, un’opera attesa da anni le cui sorti sono nelle mani del Comune di Seravezza per diritto territoriale. «Che la terza vasca – riprende Franceschi - debba essere realizzata e subito, è palese, e non credo ci sia qualcuno così autolesionista da non volerla realizzare. A mio giudizio non doveva essere inserita nell’elenco fare semplicemente perché doveva essere dichiarata opera prioritaria per noi e il nostro turismo. C’è stato detto in tutte le salse che quest'opera deve essere realizzata da Gaia spa e che vi sono fondi già stanziati dalla Regione. Bene, usino questi 400mila euro per ciò che vogliono purché il depuratore si faccia. Anche perché con quei soldi credo che di lavori per la vasca se ne facciano ben pochi».
Intanto lo stesso sindaco Neri chiarisce bene la situazione: «Il primo lotto di lavori indispensabile per la realizzazione della terza vasca del depuratore ha un valore economico di circa 2milioni. Seravezza ha approvato il progetto da un paio di anni e da allora ha avviato le pratiche per l'esproprio con la comunicazione di occupazione dell'area. Il progetto prevede oltre alla realizzazione dell'impianto anche interventi di mitigazione dei fanghi in entrata e uscita (causa principale dei cattivi odori). La situazione attuale non consente di autorizzare nuovi allacci tant'è che ad esempio tutti i nuovi interventi della nostra nuova area artigianale devono, in attesa dell'ampliamento, risolvere il problema delle acque nere con impianti privati. Gaia non ha soldi per fare l'intervento con risorse proprie e per questo, assieme a Seravezza, Forte, Pietrasanta e Montignoso ha chiesto un aiuto alle Regione che ha promesso (nel 2011) di intervenire con risorse rimaste inutilizzate dal Piano stralcio (soldi vecchi, in sintesi). Il problema sta nel fatto che anche la Regione, come i Comuni, deve contenere le spese anche se ha i soldi in cassa e quindi la promessa dovrebbe essere soddisfatta in tre volte: 2012 (pochi soldi), 2013, 2014 fino al raggiungimento dell'importo totale. Noi non abbiamo soldi da metterci e neanche ce li vogliamo mettere, visto che sopportiamo il disagio del depuratore sul nostro territorio anche per conto degli altri Comuni».
Paolo Lombardi
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