Il Tirreno

Versilia

Polo nautico, la Fiom attacca il Comune: in ballo c’è il lavoro

di Donatella Francesconi
Polo nautico, la Fiom attacca il Comune: in ballo c’è il lavoro

Il segretario generale Pocai: avevamo chiesto un consiglio comunale ma non ci è stato nemmeno risposto

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VIAREGGIO. «Avevamo chiesto un consiglio comunale su nautica e frazionamento di Polo nautico e l’amministrazione comunale non ha accolto la richiesta. Ed ora si va a discutere del frazionamento delle concessioni dell’azienda consortile nel Comitato portuale fissato per il 24...Ed in ballo ci sono i posti di lavoro». A parlare è il segretario generale della Fiom-Cgil provinciale, Lamberto Pocai. Accompagnato da un gruppo di delegati di Polo nautico: «Così - spiega Daniele Dinelli, storico rappresentante sindacale della Fiom viareggina - è un’operazione al buio, una sorta di “lodo” Polo nautico». Ed è lo stesso Dinelli che ricorda l’esito dell’incontro con il sindaco Leonardo Betti che si è detto «né favorevole né contrario».

Eppure - la Fiom lo va ripetendo da anni - è proprio nella mani dell’amministrazione comunale (così come lo era in quelle che hanno preceduto quella attuale) la scelta definitiva su frazionamento o non frazionamento. Perché l’esistenza di Polo nautico come azienda consortile (tutta intera, insomma) si deve proprio ad una delibera di consiglio comunale - la numero 34 del 29 aprile 2002 - con la quale si stabiliva che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto «correlare le funzioni nell’ambito del demanio marittimo con la cura degli interessi più generali della città per pervenire ad un giudizio complessivo in punto di uso dell’area che risponda ad un più rilevante interesse pubblico».

Di frazionare le concessioni di Polo nautico si va a discutere nel Comitato portuale, ancor prima che l’Autorità portuale abbia pronto l’atteso nuovo Regolamento delle concessioni in tutto l’ambito portuale. Eppure - è inevitabile sottolinearlo - l’uso di spazi pubblici che ha consentito alle imprese della grande nautica locale affari d’oro è il centro della bufera che attraversa il porto. E Polo nautico, con le sue imprese, non ne è fuori. Il documento della Fiom è ricco di particolari: dal contenzioso infinito con Giuseppe Balducci (Overmarine, vedi box in pagina), alla gestione del travel lift (che in un porto vale come l’oro) da parte di Guidetti Fipa («la parte restante di banchina è in sostanza sempre stata nella sua disponibilità»), fino ad una dichiarazione pesante di Fiom: «Rimane un enigma l’utilizzo delle banchine e del piazzale retrostante (...). Di fatto l’area è ampliamente sottoutilizzata poiché si preferisce utilizzarla prevalentemente per le esigenze dei suddetti imprenditori, ostacolando di fatto lo svolgimento dei servizi a terzi». Pur al netto della crisi della nautica, resta il fatto che «sono rarissimi i casi di alaggio o varo svolti per altre imprese esterne al gruppo Guidetti, e non esiste un vero e proprio lancio dell’attività in senso lato della Polo nautico».

Ma il j’accuse del sindacato dei metalmeccanici Cgil continua e tocca, pur restano confinato alla vicende di Polo nautico, il quadro difficile dell’utilizzo delle banchine nel porto di Viareggio: «Quando vi era da programmare un alaggio o un varo, come pure un ormeggio in banchina per una delle società consorziate, in barba a quanto previsto dalla delibera comunale si determinavano problemi». Se non bastasse a descrivere il caos sul quale nessuno ha mai messo le mani, c’è il caso del cantiere Falcon (Spreafico) del quale molto si parla in porto: «Ha licenziato quasi tutti i dipendenti - denuncia la Fiom - e forse sarebbe opportuno che si valutasse la possibilità di riassegnare tali concessioni ad altri soggetti realmente intenzionati a concretizzare gli investimenti». Eppure il problema dei problemi pare oggi il frazionamento di questa terra di nessuno...

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