Il Tirreno

Versilia

Morì in carcere il pm accusa anche l’ospedale

Colpo di scena nelle indagini sul caso di Daniele Franceschi la procura chiede il rinvio a giudizio per tre persone

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VIAREGGIO. Nuovo colpo di scena nella vicenda della morte del viareggino Daniele Franceschi, il giovane deceduto nel carcere di Grasse in circostanze misteriose. In questi giorni la Procura di Grasse, dopo la chiusura delle indagini, ha presentato richiesta di rinvio a giudizio per tre persone. A cambiare le carte in tavola è l'inserimento nell'elenco dei possibili imputati anche dell'ospedale di Grasse (che a un certo punto sembrava escluso dall'indagine). "Il momento del processo si avvicina - spiega l'avvocato della famiglia Franceschi Aldo Lasagna - ci sono tantissime vicende da chiarire. La madre di Daniele da tempo chiede giustizia". La richiesta di rinvio a giudizio, riguarda il medico del carcere di Grasse Jean-Paul Estrade, l'infermiera del carcere Stéphanie Colonna, l'infermiera dell'ospedale di Grasse Francoise Boselli. Tutti nomi già emersi in fase di indagini.

La novità, come già accennato, riguarda l'ingresso nell'elenco - come persona giuridica - dell'ospedale di Grasse. Entro la fine dell'anno il giudice dovrà decidere sulle richieste di rinvio a giudizio e far aprire così in maniera ufficiale il processo. Va fatto notare che erano stati gli stessi indagati a chiedere un prolungamento dell'istruttoria: la Procura aveva accolto la richiesta perché non era da escludere una responsabilità dei vertici dell'ospedale cittadino nei ritardi dei soccorsi. Dal giorno della morte di Franceschi, avvenuta il 25 agosto 2010 è andato avanti una specie di rimpallo di responsabilità tra i sanitari del carcere e i laboratori di analisi dell'ospedale su chi avrebbe dovuto dare l'allarme.

Per la procura non è stato tenuto conto delle alterazioni delle analisi che avrebbero dovuto far capire subito la gravità delle condizioni fisiche del ragazzo. Già dalla mattina del 25 agosto 2010, come risulta dai documenti consegnati dalla procura al giudice del tribunale di appello di Aix en Provence, Franceschi avrebbe lamentato dolori al petto dovuti ai problemi cardiaci che poi ne hanno causato la morte (così come risulta dall'autopsia). Il viareggino sarebbe stato visitato dal medico del carcere e sottoposto a un elettrocardiogramma (il risultato era stato normale ma, secondo il pm, il test sarebbe stato comunque insufficiente a rivelare un eventuale infarto) e a un prelievo di sangue. Nel sangue di Franceschi era presente un tasso elevato di troponina (0,17, mentre i livelli normali si assestano su 0,06). Ma a quel punto , come segnala la procura, dall'ospedale non sarebbe partito l'allarme. Forse per un errore nella gestione delle cartelle mediche. Franceschi si trovava in carcere per un problema legato ad alcune carte di credito falsificate. Ora i familiari del giovane viareggino chiedono che siano definitivamente chiarite le cause della sua morte

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