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La centrale operativa 118 per ora resta in Versilia

La centrale operativa 118 per ora resta in Versilia

Cancellata la riorganizzazione dei servizi di emergenza nel maxi emendamento sul piano sanitario regionale. Salva, a sorpresa, anche la Società della Salute

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VIAREGGIO. L’accorpamento delle centrali operative del 118 non farà parte del maxi emendamento che la Regione porterà in consiglio - probabilmente entro la fine di ottobre - per l’aggiornamento e la revisione del piano sanitario della Toscana.

È quanto sarebbe emerso dal confronto di venerdì a Firenze tra giunta e consiglieri regionali di maggioranza.

E l’indiscrezione si tradurrebbe nell’automatico salvataggio della centrale operativa del 118 dell’ospedale Versilia che, dopo essere stata presa in considerazione come possibile “maxi-sede” per la gestione dell’emergenza-urgenza sulla costa tirrenica, in un secondo tempo, scivolata nella lista delle centrali da cancellare a favore di altre località. E anche per questo le amministrazioni comunali della Versilia avevano preso posizione a difesa dell’ottimo lavoro svolto dal personale e dal loro dirigente in Versilia.

Il dietrofront della Regione arriva nonostante l’annuncio, un mese fa, dell’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni relativo all’attivazione di una commissione straordinaria che, entro poche settimane, avrebbe dovuto esprimere una valutazione sul progetto regionale di riorganizzazione delle centrali del 118. Lavoro che, con ogni probabilità andrà avanti, lasciando intendere che la riorganizzazione dell’emergenza è un capitolo solo rinviato nell’ambito del piano sanitario regionale al quale comunque il governo toscano intende mettere mano accelerando i tempi e cioè portando il maxi emendamento all’attenzione del consiglio regionale entro ottobre.

Prima però servo trovare un’intesa di massima in maggioranza. E sembra che quella ancora non ci sia. Uno dei temi che dividono il centrosinistra è anche quello delle Società della salute. Per alcuni da chiudere, per altri da mantenere. E la scelta fatta dalla giunta regionale sarebbe quella di prendere tempo: nel maxi emendamento le Società della salute ci sono ancora, lasciate lì in attesa di nuove disposizioni.

Una scelta che fa storcere il naso a quanti, come Marco Remaschi consigliere regionale del Pd e presidente della commissione sanità ne chiedevano la cancellazione. «Non ero alla riunione di maggioranza - commenta il consigliere - non so cosa si sono detti, ma ho l’impressione che nonostante il gran caos fatto alla fine non si farà niente». Parole dure che confermano un clima tutt’altro che sereno sul tema. (v.l.)

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