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Versilia

Piano regolatore del porto: si lavora già per cambiarlo

di Donatella Francesconi
Piano regolatore del porto: si lavora già per cambiarlo

Morelli (Autorità portuale): iter avviato, ma va condiviso con tutti gli interessati Sulla Darsena ridisegnata da Riccardo Cima molti a favore, ma pescatori contrari

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VIAREGGIO. Avviare nel 2014 l’iter che porterà a modificare il Piano regolatore del porto: a questo sta lavorando Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale. Che, prendendo atto delle sollecitazioni che si susseguono in materia di ridefinizione degli spazi in Darsena, spiega: «È necessaria una variante di adeguamento alla situazione contingente. Io vorrei avviare, su questo aspetto, un percorso che sia il più partecipato possibile. Tenendo conto degli equilibri del porto che vanno ponderati e questo è il ruolo di un ente terzo quale è l’Autorità regionale». Insomma, il Piano regolatore portuale, datato 2007 e mai attuato, è arrivato alla “crisi” del settimo anno. Ed il “matrimonio” con la città sembra vacillare. Sotto appetiti e desideri che mirano a ridisegnare le darsene cittadine, soprattutto per fare posto alle barche sopra i 24-30 metri.

Il disegno tracciato da Riccardo Cima, amministratore unico di Polo nautico, fa discutere. Un altro uomo di porto, Pasquale Sgrò, si schiera con Cima: «Con piacere - scrive - noto che c'è un certo fermento d'idee e d'interessi intorno alla rinascita del porto e delle darsene viareggine. L'amico Riccardo Cima fa un'analisi reale della situazione e di quello che si dovrebbe fare per dare un impulso serio allo sviluppo di Viareggio e della Versilia tutta. In molti ultimamente abbiamo sperato in un cambiamento di rotta nella gestione della cosa pubblica. Ed alcuni accadimenti ci spingono a essere fiduciosi (esempio la positiva soluzione della Viareggio Porto). Ma tantissimo c'è ancora da fare per dare vita a progetti come quello della riqualificazione del porto. E, sono sicuro, il percorso diventerà più semplice se finalmente la trasparenza, la meritocrazia e l'attenzione agli interessi della collettività saranno realtà e non semplici chimere».

Non è piaciuto l’intervento di Cima, invece, a Niclo Vitelli, presidente del consorzio dei pescatori “la Cittadella della pesca”: «Il progetto di nuovo assetto del porto ipotizzato - commenta Vitelli - è tutto incentrato sulla fame di spazi, di rendite da guadagnare e acquisire con nulla a scapito e a danno di un turismo di imbarcazioni di piccole e medie dimensioni, della pesca e di altre attività». Vitelli si richiama con forza al Piano regolatore portuale in vigore: «Un Piano che deve essere attuato, dobbiamo metterlo in funzione, realizzarne le previsioni: ecco cosa si deve fare in Darsena, ecco la priorità delle priorità. Se poi si devono fare delle piccole modifiche, migliorative, con la condivisione di tutti si possono e si devono fare. Altra cosa sono le richieste di modificare strutturalmente il Piano e le sue previsioni stravolgendo le darsene». Tra tutti coloro che dicono la loro sul futuro del porto, Vitelli - nel rivendicare gli approdi per i pescherecci in Darsena Viareggio - è l’unico a fare riferimento all’inchiesta avviata dalla Procura di Lucca: «Proprio in assenza di attuazione del Piano e di quella situazione di non governo durante le amministrazioni precedenti , gli spazi della banchina Natino e di quell'area sono stati occupati dagli yacht e da altre attività. Non certamente quelle attività, ma il presidio dei meccanismi autorizzativi e il sistema che governava tali meccanismi è anch'esso oggetto dell'indagine in corso da parte della magistratura?».

Tra gli interventi, anche quelli della politica locale. Andrea Strambi, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale plaude alla proposta di Cima: «La politica - sostiene Strambi - deve fare velocemente un censimento delle situazioni esistenti per valutare se c'è lo spazio per queste barche così importanti, così come occorre affrontare in tempi brevi la decisione sull'asse di penetrazione, opera assolutamente necessaria per lo sviluppo della nautica». Mentre Massimiliano Baldini per il Movimento cittadini richiama tutti ad uno sforzo di concretezza: «Se vogliamo davvero lavorare a questo progetto c'è bisogno di meno vetrina e di più punti fermi. Le risorse economiche stanno a Firenze e non certo nella casse del Comune. E la presenza dell'Autorità Portuale sul nostro territorio - ormai positivamente avviata - è garanzia di un collegamento con l'ente regionale che non va sottovalutato e tantomeno osteggiato».

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