Il presidio
Ospite di una casa di cura ingannata dagli ex titolari
A processo per circonvenzione di incapace gli ex proprietari della Villa Il Contesso di Nocchi Per la procura di Lucca si sarebbero impossessati di 600mila euro tra denaro e titoli
CAMAIORE. Avrebbero approfittato delle condizioni di un'anziana ospite della casa di cura da loro gestita per farsi firmare un assegno da 350mila euro e cedere titoli da 250mila.
Arrivano due rinvii a giudizio, con l'accusa di circonvenzione di incapace, per gli ex proprietari della casa di cura Il Contesso di Nocchi, vicino a Camaiore (nel frattempo la prestigiosa struttura è passata di mano e non ha più alcun rapporto con la precedente gestione).
La decisione sul rinvio a giudizio per questa delicata vicenda che risale al 2010 è stata presa dal gup Marcella Spada Ricci che ha fissato la prima udienza del processo per l'inizio del 2014 in tribunale a Lucca.
L'indagine che ha condotto alle richieste di rinvio a giudizio è stata condotta dal sostituto procuratore di Lucca Salvatore Giannino.
A finire nel mirino della procura - e ora di fronte al giudice - sono Alessandro Benedetti, 58 anni, e Maria Ledwon, 65 anni, ex proprietari del Contesso (i due sono difesi dagli avvocati Laura Rapuano e Carlo Di Bugno). Entrambi risiedono da anni a Camaiore e sono molto conosciuti in Versilia.
Secondo la procura i due, approfittando del loro ruolo di unici soci e proprietari della Villa Il Contesso, avrebbero approfittato delle condizioni psico-fisiche di una paziente di 83 anni (l'ospite della struttura soffriva di Morbo di Parkinson, malattia che la costringeva a vivere in uno stato soporoso e l'aveva resa incapace di assolvere ai più elementari bisogni quotidiani e anche di riconoscere i pazienti) per entrare in possesso del suo denaro.
In particolare la donna avrebbe emesso un assegno da 350mila euro e firmato alcuni documenti che avrebbero autorizzato il trasferimento di titoli per 250mila euro alla Onlus Mavet facente capo, secondo gli investigatori, allo stesso Benedetti (marito della Ledwon che era anche cofondatrice della Onlus).
La onlus per il pm non era mai stata avviata a pieno ed era stata utilizzata soltanto per movimenti di denaro ritenuti sospetti.
Per la procura i due imputati avrebbero anche tentato di incassare l'assegno e avrebbero compiuto tentativi di deviare i titoli verso altri conti. Anche per questo è stato chiesto il rinvio a giudizio dei coniugi.
Ora la delicata vicenda entra in una nuova fase. Gli elementi raccolti dalla procura dovranno infatti essere confrontati con gli elementi raccolti dalle difese. La vicenda - che ha molti punti ancora poco chiari - dovrà essere ricostruita minuziosamente in tribunale dove è atteso uno scontro di perizie e un'analisi approfondita di tutti i movimenti bancari e di titoli.
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