Il Tirreno

Versilia

Altri due dipendenti lasciano Reteversilia «Impossibile restare»

di Roy Lepore
Altri due dipendenti lasciano Reteversilia «Impossibile restare»

Il giornalista Mencuccini e il tecnico Catola si licenziano «Non è giusto continuare mentre gli altri vengono cacciati»

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VIAREGGIO. Il giornalista Iacopo Mencuccini e il tecnico Daniele Catola lasciano Reteversilia. Entrambi erano stati confermati dall’editore insieme ad altri colleghi, mentre sette dipendenti dell'emittente erano stati licenziati. Con una lettera raccomandata hanno deciso di licenziarsi per giusta causa.Attualmente quindi l'organico della televisione è costituito dai giornalisti Massimo Mazzolini e Federico Conti, che è part time (lavora tre giorni la settimana), dai tecnici Edoardo Martinelli e Giampiero Pucci, la segretaria di produzione Claudia Di Colo e dalla responsabile commerciale, che ha un contratto da esterna, Giusy Muratore.

Fin dal momento in cui era rientrato fra coloro che erano stati confermati dalla proprietà, Iacopo Mencuccini, che fra l'altro è tra coloro che avevano avviato una vertenza contro Reteversilia, non si sentiva a suo agio nel proseguire questa esperienza.

Dunque dopo averci pensato su per qualche giorno hai deciso insieme a Daniele Catola di licenziarti?

«A questo punto non è solo un fatto economico - risponde Iacopo - abitando ad Altopascio venire a Viareggio tutti i giorni con cinque mesi di stipendi arretrati che avanzo, come gli altri colleghi, era diventato molto difficile. Ma questo aspetto passa in secondo piano, quello che mi ha dato maggiormente fastidio è il fatto che colleghi che sono di Viareggio e che hanno contribuito a far diventare Reteversilia quella che è sono stati messi alla porta mentre io ero stato "salvato". Questo ha fatto scattare una molla dentro di me tanto da indurmi a lasciare questa esperienza, che comunque è stata importante dal punto di vista professionale».

Da quanto tempo eri a Reteversilia?

«In pratica due anni, dopo avere trascorso il primo anno a Canale 39 Lucca. Una volta che ha chiuso là, automaticamente sono stato assunto a Reteversilia. Per questo sono riconoscente all'editore Roberto Monciatti che mi ha dato la possibilità di svolgere un lavoro che mi piace. In pratica non avevo esperienza in tv, prima collaboravo al sito Gay.it di Alessio De Giorgi, poi dopo avere presentato domanda all’emittente sono stato chiamato per un colloquio e assunto. Ho trascorso anni molto belli con colleghi con i quali ho allacciato ottimi rapporti, come pure con le istituzioni, la città di Viareggio. Devo dire che anche con lo stesso Monciatti è andato tutto bene fino a un certo punto».

Ti sei chiesto perché non abbia cercato con tutti voi di trovare una soluzione per salvare la situazione?

«È quello che ci saremmo aspettati, era infatti una famiglia Reteversilia e come accade in questi casi ci possono essere degli alti e dei bassi, ma rimboccandoci le maniche sono certo che ce l'avremmo fatta perché nessuno di noi si è mai tirato indietro. Lui invece ha deciso di fare diversamente. Sento dire che andrà a Roma per trovare i soldi per pagare gli stipendi, ma non poteva farlo prima allora?»

Cosa ti senti di dire a chi è rimasto?

«Che la situazione per loro credo possa migliorare. A 29 anni spero di rimanere in questo ambiente, sono laureato in Scienze della comunicazione, altrimenti sono giovane e cercherò un altro tipo di lavoro».

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