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Nel mirino 350 nati negli ultimi 10 anni
L’Asl vuole capire se ci siano relazioni tra le emissioni del nuovo impianto ed eventuali problemi nelle gravidanze
VIAREGGIO. Trecentocinquantaquattro bambini nati tra il 2004 e il 2010 da famiglie residenti a Pietrasanta e Camaiore sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Asl. Nulla di grave, per carità: nello studio epidemiologico su Falascaia, i tecnici del Dipartimento di prevenzione stanno esaminando eventuali danni causati alle gravidanze dalle emissioni del nuovo impianto di incenerimento. Parliamo di quello aperto appunto nel 2004, e chiuso tre anni fa dopo i sigilli della Procura di Lucca.
In particolare, si cerca di capire se eventuali malformazioni o parti prematuri siano imputabili o meno a episodi di inquinamento da diossina o polveri fini.
In generale, però, dai primi studi sugli effetti del nuovo impianto emergono - secondo i tecnici del Dipartimento - risultati rassicuranti. «Ci sono dei dati su cui possiamo già fare delle valutazioni - afferma il dottor Stefano Pieroni, responsabile Asl dell’indagine - parliamo del cosiddetto “biomonitoraggio”, un’analisi che abbiamo fatto sui prodotti alimentari che ovviamente è possibile solo per il nuovo impianto di incenerimento. Abbiamo verificato il livello di diossina in latte di pecora, miele favico e pesci presenti nella zona di Falascaia: in nessun caso abbiamo riscontrato valori superiori ai limiti di legge. I parametri rientrano in quella che possiamo considerare come la normale influenza dell’uomo sull’ambiente». Per quanto riguarda le emissioni, inoltre, Pieroni precisa che «l’indagine è stata fatta in maniera seria e approfondita su tutta una serie di parametri. La vicenda dei dati manomessi ha riguardato solo le emissioni di anidride carbonica, e comunque non ha assolutamente influito sull’elaborazione né sul risultato finale».
Secondo Ettore Neri, primo cittadino di Seravezza e presidente della Conferenza dei sindaci della Versilia, «i dati sui morti per tumore preoccupano tutti e meritano attenzione. Come sindaci abbiamo deciso di chiedere all’Asl un intervento che chiarisse quanto e come si sta facendo sull’argomento, e che allo stesso tempo facesse luce su quanto accaduto in passato. Mi sembra che le prime indicazioni degli esperti ci rassicurino, per quanto sia necessario proseguire su questa linea di accertamento di eventuali danni alla salute causati dall’inquinamento». Sulla stessa linea il direttore generale dell’Asl Brunero Baldacchini, che spiega: «I dati sulla mortalità tumorale non evidenziano differenze evidenti della Versilia rispetto alla Toscana: gli scostamenti sono minimi. Ma dato che parliamo di una battaglia così importante, nemmeno il singolo caso in più può essere trascurato. Come Asl vogliamo che questa indagine per Falascaia, anche se non potrà spiegare tutto visto che i tumori non hanno una causa ma più cause, sia trasparente e limpida per i cittadini. Intanto proseguiamo e incrementiamo la sperimentazione dei farmaci antitumorali grazie al nostro primario di oncologia, Domenico Amoroso. Dando anche il via libera a nuove terapie, come quella contro il tumore della cervice uterina (leggi sopra, ndr)».
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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