Ancora fumata nera per la vendita della sede dei vigili
FORTE DEI MARMI. Doveva essere la volta buona per cedere la villa che viene utilizzata da anni come Comando della Polizia municipale, sia in virtù dei ribassi nel prezzo fin qui accumulati e sia in...
FORTE DEI MARMI. Doveva essere la volta buona per cedere la villa che viene utilizzata da anni come Comando della Polizia municipale, sia in virtù dei ribassi nel prezzo fin qui accumulati e sia in virtù di un certo ottimismo che da settimane pervadeva gli ambienti comunali. Così non è stato, nonostante che dagli iniziali 3.850.000 euro si fosse scesi fino all’attuale prezzo base di 2.425.500 euro, e dunque i 350 metri quadrati su due piani di via Mazzini torneranno a far parte, forse, di un futuro lotto di alienazioni.
Comunque ci sono state tre offerte presentate per l’alienazione dei soliti beni comunali. Due erano dedicate al medesimo lotto, riguardante il terreno situato in via Francesco Ferrucci angolo via Medici, che misura 1.200 mq ed è l’unico edificabile. La cifra di base era di 1.134.000 euro ed è stato aggiudicato a 1.137.250. Il secondo lotto su cui è stata presentata offerta, era quello di 800 metri quadrati in via Ariosto, a destinazione verde privato e partito da una base d’asta di 420.000 euro, è stato invece assegnato per 431.000 euro. Complessivamente, - fanno sapere dal Comune - l’aggiudicazione provvisoria dei terreni dovrebbe portare nelle casse 1.568.250 euro.
Il fatto però che dal Comune stesso si accenni ora ad un’aggiudicazione provvisoria lascia pensare che forse si attenderà l’esito finale del ricorso, in atto da almeno due anni, e che fu presentato da un proprietario di un terreno confinante proprio con quello di via Ferrucci appena assegnato dal bando. Le vicende giudiziarie ancora non sono concluse, e questo forse potrebbe indurre la municipalità ad attenderne adesso l’esito conclusivo prima di cedere il terreno. Per quanto l’amministrazione abbia sempre ritenuto il ricorso infondato, in quanto non individua alcun vizio di legittimità fra quelli indicati dalla legge sul procedimento amministrativo per giustificare l’annullamento di un atto.
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