Il presidio
Noi, costretti a vivere con l’angoscia in una casa che trema
Il dramma di una coppia che abita a Mulina di Stazzema di fronte a una parete montuosa dove si è aperta una crepa
STAZZEMA. «Ormai abbiamo paura di vivere in casa nostra: è da due mesi che non fa che tremare, come se ci fossero dei continui terremoti». Così Genny Cipollini e suo marito Giuseppe Tommasi descrivono la situazione in cui sono costretti a vivere, nella loro abitazione a Mulina di Stazzema (località Campo) davanti alla quale circa un anno fa si era aperta una crepa nel monte. «Ad un tratto senti vibrare il pavimento sotto i piedi, e così va avanti per delle mezzore che possono durare, come quest’estate, anche una settimana, a intervalli di tempo» spiega Tommasi la cui famiglia era già stata costretta ad evacuare dalla propria casa, per circa una settimana, il 30 ottobre 2012 quando il Comune aveva emesso l’ordinanza a causa della fessura apertasi nel monte sopra la strada comunale, dopo le intense piogge. «Inizialmente pensavamo fossero i mezzi pesanti - prosegue Giuseppe - che passano sulla strada; un’altra volta il terremoto, e ci siamo messi a cercare se ci fosse stata qualche scossa, ma non ne erano venute. Così abbiamo realizzato che era la nostra casa che tremava: è da due mesi che va avanti questa situazione».
Genny e Tommaso hanno già fatto presente la situazione al Comune, che ha mandato i suoi tecnici a fare un sopralluogo. Ma per loro non è stato rassicurante. «Ci hanno detto che probabilmente a metà ottobre inizieranno i lavori ma è sei mesi che sentiamo dire che dovrebbero partire i lavori. Tuttavia al di là di questo - commenta Giuseppe - avremmo voluto che ci controllassero anche la casa, ma non hanno fatto niente, soltanto due foto. Gli abbiamo raccontato dei tremori ma non ci hanno dato importanza».
Così Genny e Giuseppe si sono presi un geologo privatamente, che ha installato dei rilevatori per monitorare la casa. «Se avessimo le possibilità economiche saremmo già andati ad abitare da un’altra parte. Il nostro geologo dice che probabilmente è il pezzo di roccia davanti casa che si sta muovendo oppure sono le infiltrazioni di acqua causate della fessura che si è aperta nel monte».
Intanto anche l’asfalto della strada nel corso dei mesi ha ceduto, probabilmente per il passaggio dei mezzi pesanti. «Noi da quando siamo stati evacuati di casa - spiegano Genny e Giuseppe - e poi rientrati, abbiamo metà dell’edificio (diviso in due appartamenti) ancora inagibile, perché più vicino al pericolo del monte». Infatti, dopo i problemi relativi alle forti piogge dell’inverno scorso, che avevano causato anche altre frane nel territorio dello Stazzemese, era stato fatto un intervento provvisorio con dei blocchi di cemento a tenuta del monte, che tuttora sono lì. Nel frattempo in questi mesi l’amministrazione è riuscita a intercettare circa 80mila euro dalla Regione per i lavori in località Campo a Mulina di Stazzema. «Speriamo che comincino presto: diversi mesi prima gli eventi del 2012 - concludono - eravamo andati diverse volte in municipio per segnalare la pericolosità di quella roccia, ma invano. Poi una sera che pioveva fortissimo ci sono piombati in casa senza preavviso e siamo stati evacuati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
