Il presidio
Sos per le donazioni dal Festival della salute
«In Toscana bisogna fare di più». Organizzatori soddisfatti delle presenze nonostante la pioggia
PIETRASANTA. Si è chiuso ieri sera con il “cooking show” nel chiostro di Sant’Agostino (protagonistra Michele Marcucci delle celebre enoteca) il Festival della salute edizione 2013. Il sipario è calato con un programma rivisto a causa del maltempo, anche se le iniziative e le presenze hanno comunque soddisfatto gli organizzatori.
Anche questa edizione del Festival della salute è stata un punto d’incontro per discutere alcuni temi chiave del funzionamento del sistema sanitario nazionale. In particolare quest'anno si è discusso del “sistema sangue” - inteso come l’insieme delle attività trasfusionali che dipendono dalle donazioni volontarie ed anonime di oltre 1.700.000 donatori - in un convegno tenutosi ieri e organizzato con la collaborazione di Kedrion Biopharma.
La Toscana si posiziona ad un livello medio in quanto ad efficienza del sistema. Il sistema di raccolta e utilizzo del sangue oggi dunque si può dire sufficiente ai bisogni degli ospedali, ma ciò non toglie che si possa ancora migliorare.
In Toscana sono 104 i donatori ogni 1000 abitanti (donatori fra i 18 e i 65 anni). Non male, ma si potrebbe far di più: le necessità degli ospedali stanno infatti cambiando rapidamente e quello che una volta era un atto spontaneo, la donazione, oggi deve essere programmato, affinché si garantisca che le emazie arrivino 12 mesi all’anno, che siano soddisfatti i bisogni dei differenti gruppi sanguigni e che di conseguenza che si innalzi il livello di sicurezza per il ricevente.
Se la situazione della Toscana rappresenta un’eccellenza a livello nazionale, bisogna lavorare ancora parecchio. La situazione italiana si presenta ancora a macchia di leopardo, con punte avanzate in grado di rispondere positivamente e altre in cui bisognerà lavorare ancora parecchio per poter rispondere positivamente alle richieste degli ospedali e del sistema sanitario.
«Certo è - denuncia Federico Gelli, membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati - che non è facile riuscire a lavorare al miglioramento del Sistema Sangue nazionale in una instabilità politica come quella che stiamo vivendo e a cui purtroppo corriamo il rischio di abituarci».
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