Il Tirreno

Versilia

Il Demanio gela i balneari «Anche le cabine all’asta»

di Matteo Tuccini

I tecnici bocciano l’ipotesi di un acquisto diretto da parte dei concessionari dei terreni dove sorgono le strutture. La replica: «Ci stanno prendendo in giro»

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VIAREGGIO. Nessuno sconto, nessun compromesso. In un incontro a Roma con i tecnici sulla questione spiagge, l’Agenzia del Demanio lo dice chiaramente: ad andare all’asta non saranno solo le parti di arenile con sdraio e ombrelloni, ma anche i terreni dove sorgono le cabine e le strutture.

Bocciata, dunque, l’ipotesi di un acquisto diretto di metà spiaggia da parte dei concessionari, emersa in un primo momento dal piano del Governo per venire incontro agli stabilimenti balneari. Acquisto che, ovviamente, avrebbe consentito ai concessionari di salvaguardare metà delle loro attività attraverso la procedura della “sdemanializzazione”, cioè la privatizzazione dei tratti di spiaggia in cui i balneari hanno costruito.

La versione del Demanio, però, è che non si può fare una procedura simile senza una gara a evidenza pubblica sui terreni.

La notizia è trapelata ieri pomeriggio e, come di consueto, ha messo in allarme la categoria. «Siamo tutti infuriati - afferma Emiliano Favilla, leader dei balneari - qui c’è qualcuno che non la racconta giusta». In effetti, pare strano che pochi giorni dopo un primo confronto informale tra i rappresentanti dell’Esecutivo e alcuni parlamentari, da cui era emerso un quadro di un certo tipo (messa a gara della parte di spiaggia con gli ombrelloni, privatizzazione della parte lato monte), già ieri le carte in tavola erano diverse. Ora non resta che attendere il confronto di giovedì, a cui parteciperanno i sindacati balneari, esponenti politici e il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta. Che dovrà esporre chiaramente - cosa che non è stata fatta fino ad oggi - la posizione del Governo sulla questione spiagge.

Comunque sia, il no del Demanio a un compromesso che aveva un suo senso, per quanto lambiccato, è destinato a pesare. I sindacati ieri avevano diffuso una nota in cui commentavano le prime indiscrezioni in maniera cauta, chiedendo maggiori garanzie per gli stabilimenti. Ora che la situazione sembra ancora più drastica - senza contare che non si capisce se la proroga delle concessioni al 2020 rimarrà in vigore - l’impressione è che il tavolo di trattativa di cui si parlava in questi giorni sia già destinato a saltare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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