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Versilia

L’appello del senatore «Fermate la vendita dell’ex caserma»

L’appello del senatore «Fermate la vendita dell’ex caserma»

Per Pieraccini l’immobile della Provincia in via Mazzini dovrebbe essere utilizzato per scopi artistico-culturali

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VIAREGGIO. L’ex caserma dei carabinieri non deve essere venduta ai privati per costruirci appartamenti di lusso. Dovrebbe invece essere utilizzata come spazio pubblico, utile - anzi indispensabile - per valorizzare il patrimonio artistico e culturale della città. È questo il succo dell’appello che lancia alle istituzioni locali il senatore Giovanni Pieraccini, fondatore e presidente onorario della Fondazione Romaeuropa e promotore attivo in progetti culturali versiliesi (ha donato al Gamc ben 2.300 opere tra grafici, quadri e sculture).

«È con dolore e tristezza - afferma - che mi sento obbligato a intervenire nel pacchetto progettato dalla Provincia in merito alla destinazione dell'ex caserma dei carabinieri e del liceo scientifico e altre situazioni. Devo dire che giudico politicamente inaccettabile che in questa drammatica situazione in cui ci troviamo si costruiscano nel cuore della città appartamenti di lusso da parte di pubblici poteri e tuttavia non è in questo che intendo concentrarmi. Non cerco guerra ma pace. Siamo di fronte ad un complesso progetto di interventi da parte della Provincia di durata pluriennale, mentre è in corso al Parlamento l'approvazione della legge costituzionale dell'abolizione delle Province. Viene subito una domanda: se fra un anno la Provincia non c'è più chi gestirà e assumerà gli oneri di questo piano?».

Il “pacchetto”, ricorda Pieraccini, ha al centro due decisioni: la vendita a scopi abitativi privati dell'ex-caserma dei carabinieri e il trasferimento del liceo scientifico al Marco Polo in una nuova sede il cui costo è stimato in 10 milioni. Le due operazioni sono legate fra di loro perché è con le somme ricavate dalla vendita degli appartamenti che si finanzierebbe la costruzione della nuova scuola. «È però molto difficile sostenere che siano due obbiettivi prioritari - rileva il senatore - e inoltre non sono certamente realizzabili in tempi brevi. Per il liceo non si vede l'urgenza del trasferimento che del resto non è richiesto. Si dice che il liceo costa caro ogni anno per lavori di manutenzione. Sarebbe logico impegnarsi in un piano di restauro che costerebbe meno di 10 milioni. Si deve inoltre notare che l'intero programma sarà gestito dalla Provincia, non dal Comune di Viareggio».

«In tutte queste trattative - sottolinea Pieraccini - c'è un grande assente: sono i gravi problemi delle istituzioni artistiche e culturali di Viareggio e c'è la sottovalutazione dell'importanza del ruolo e del patrimonio culturale delle città. Eppure è ormai un patrimonio di rilievo notevole ben oltre i limiti locali: Viareggio ha la Gamc, il nuovo Centro della Grafica di importanza internazionale, ha il Museo della Marineria, quello assai pure minore del Carnevale, ha le sue antiche istituzioni come il Pucciniano, lo stesso Carnevale, il Premio Viareggio. Ed ha nella Gamc un altro e nobile esempio del contributo della società civile alla nascita del Museo poiché esso è formato da donazioni molteplici che vanno dalle mie stesse donazioni a quelle di Lucarelli e altre cosiddette minori ma che minori non sono. Ora nel pacchetto in discussione non c'è traccia di tutto questo. Della Biblioteca nessuno parla come se non fosse un'istituzione fondamentale della città. Un solo passo avanti positivo è stato fatto dal Comune e dalla Fondazione Carnevale con la decisione di trasferirla alla Cittadella e liberando per la Gamc l'ultimo piano di Palazzo delle Muse. Mi piace darne atto ma è un primo passo insufficiente a risolvere i problemi della Galleria. A questo punto è necessario che entri a far parte del progetto - e in via prioritaria - la problematica connessa alla vita e alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città. Nella riunione di domani non c'è all'ordine del giorno nessuna decisione sul pacchetto salvo la discussione di una mozione ed è allora importante che si lascino le cose al punto in cui sono oggi. Le decisioni da prendere non possono essere risolte da una maggioranza o da un partito, essendo di vitale importanza e c'è bisogno del contributo di tutte le forze politiche. Si può tutti insieme approfondire accuratamente i problemi artistici e culturali insieme alla Provincia nella ricerca di soluzioni realistiche in tempi realistici».

«L'attuale situazione - aggiunge Pieraccini - è insostenibile. La mancanza di spazi blocca la vita della Biblioteca rende inevitabilmente il Comune inadempiente dall'obbligo derivante dalla condizione essenziale di mettere in mostra per tutti i cittadini tutte le opere donate. Oggi 170 opere delle mie donazioni non possono essere messe in mostra e ho dovuto donare migliaia di volumi di arte e di cultura alla Fondazione Ragghianti di Lucca e alla Fondazione Turati di Firenze poiché non è stato possibile donarlo alla Biblioteca di Viareggio ed è recente la Donazione al Museo Guinigi di Lucca le opere di Inaco che certo dovrebbe essere presente nel Museo della città che tanto amava. Oggi ogni mostra importante, per mancanza di spazio, fa eliminare un buon numero di donazioni, il che è inaccettabile. Tutto ciò dimostra l'urgenza di procedere alla ricerca di una soluzione. Mi rendo conto di essere un uomo senza potere politico, con un lungo passato e un breve avvenire che giorno per giorno diminuisce, la cui voce perciò ha un’eco sempre più flebile. Sono animato solo dal mio attivo impegno in tanti progetti per la rinascita della Versilia e per il profondo amore per la mia terra. Ma non è flebile soprattutto nei giovani il bisogno di uscire dalla crisi della Versilia. Vorrei che riuscissimo a metterci all'opera al di là di tutte le polemiche».

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