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L’appello: tutti a Rimini contro il Governo delle aste
VIAREGGIO. «La mobilitazione dei balneari da tutta Italia per il prossimo “Sun” di Rimini del 6-7-8- ottobre è importante e deve essere massiccia». È il comunicato diffuso ieri, a firma Emiliano...
VIAREGGIO. «La mobilitazione dei balneari da tutta Italia per il prossimo “Sun” di Rimini del 6-7-8- ottobre è importante e deve essere massiccia». È il comunicato diffuso ieri, a firma Emiliano Favilla, balneare ed ex assessore provinciale, esponente della Federazione della sinistra. «Oltre a quella del “Sun” di Rimini, che riteniamo scontata, - scrive Favilla - bisogna valutare l'opportunità di muoverci anche prima con una manifestazione unitaria di massa, coinvolgendo tutti i sindacati per farli uscire da un immobilismo che se non è complice è comunque grave».
La nuova “fiammata” dei balneari arriva dopo le notizie arrivata da Roma, sui progetti del Governo con il piano “Destinazione Italia” che ha avuto ieri il via libera dal consiglio dei ministri. Uno strumento per attirare investimenti esteri sull’Italia - così è stato presentato - ma anche per riattivare quelli interni. Attraverso la vendita di patrimonio pubblico di ogni tipo, con tanto di gare anche per i beni demaniali.
Le “antenne” dei balneari si sono subito accese, in virtù di quel “no alle aste” che ha attraversato la Versilia intera negli ultimi anni. Una preoccupazione, con relativa mobilitazione, che è nazionale. Tanto che sull’argomento, nella serata di ieri, è intervenuto Alberto Pagani, parlamentare del Pd: «Abbiamo ricevuto dal Governo - ha dichiarato - l'assicurazione che il testo definitivo del documento Destinazione Italia non conterrà la proposta di mettere all'asta le concessioni balneari».
Il Piano Destinazione Italia - sottolinea il parlamentare - «non è ancora arrivato in Parlamento e quindi non abbiamo ancora avuto modo di vedere il testo. Indiscrezioni ipotizzavano che vi fosse contenuto un richiamo alle aste per gli stabilimenti balneari. Abbiamo immediatamente chiesto al Governo di fare chiarezza su questo punto, smentendo queste indiscrezioni, e chiesto, nel caso fosse necessario, che correggesse il testo del documento. Noi parlamentari del Pd riteniamo che il tema delle concessioni vada affrontato con un serio confronto con gli operatori del settore, senza fughe in avanti e senza immaginare che le aste possano essere la soluzione. Abbiamo quindi ricevuto dal Governo l'assicurazione che il testo definitivo del documento Destinazione Italia non conterrà la proposta di mettere all'asta le concessioni e che il tema verrà discusso dalle associazioni degli operatori nell'incontro già in programma con il sottosegretario Baretta».
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