Il Tirreno

Versilia

In fuga a Londra per lavoro: diventa manager in 4 mesi

di Gabriele Noli
In fuga a Londra per lavoro: diventa manager in 4 mesi

L’avventura professionale di Stefano Maggi tornato a casa per reclutare personale italiano per un nuovo locale

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VIAREGGIO. Al giorno d’oggi, quando si parla di lavoro, in molti si mettono le mani nei capelli, pervasi da un profondo senso di scoramento. I motivi sono i soliti: in Versilia si fatica a trovare un impiego con una paga soddisfacente, le tasse sono esageratamente alte, sono scarse le probabilità di fare carriera nonostante lauree, master o corsi specialistici di ogni genere.

Per molti fuggire all'estero, dunque, può essere la soluzione. E il fenomeno è in costante ascesa: sempre più ragazzi, infatti, decidono di lasciare la Versilia e cominciare una nuova vita.

Tra le destinazioni più gettonata c’è certamente Londra, città infinitamente grande e che di opportunità lavorative ne concede in grande quantità nonostante la crisi che ha colpito anche oltre il Canale della Manica. Lo dimostra la storia di un giovane di qui: Stefano Maggi, un versiliese di 27 anni, che da due anni e mezzo vive nella City. A gennaio del 2011 ha deciso di svoltare.

«L’ho fatto per provare un’esperienza nuova, più che per necessità. Volevo imparare meglio l'inglese». Specializzato nel campo della ristorazione, Maggi, da Londra, è partito da zero: «Le prime due settimane ho dormito in un ostello, durante il giorno mandavo curriculum ovunque». Poi, a sorpresa, la notizia tanto sperata: «Tramite Facebook ho trovato un annuncio di lavoro: un ristorante italiano, prossimo all’apertura, cercava personale. Dopo un paio di colloqui, sono stato assunto, in sala». Tutto simile all’Italia, all’apparenza. Ma è da qui che le differenze tra il Bel Paese e l’Inghilterra diventano palesemente evidenti: «Nel giro di qualche mese - spiega Maggi - sono diventato manager di quel ristorante ed ora sto reclutando ragazzi qui in Versilia perché a breve ne apriremo un altro, sempre a Greenwich (una zona di Londra, ndr)». Un cameriere che lavora 40 ore circa a settimana, guadagna mediamente sulle 1000 sterline. Diventando manager la paga aumenta a 1600-1700.

«Chi viene qui deve avere darsi da fare - aggiunge Maggi - altrimenti viene mandato via. Ma nel giro di poco tempo il sacrificio e l’impegno vengono premiati concretamente. Anche a livello di tasse lavorare a Londra è più vantaggioso: se in Italia viene detratto il 20-30% dello stipendio, qui non si va oltre il 10%».

Insomma meno costi per i datori di lavoro e più meritocrazia. Per certi versi un altro mondo.

Come spiegare, però, le troppe difficoltà che in Versilia si creano in ambito lavorativo? Le cause sono molte. Tra queste, secondo Maggi, la stagionalità. «Ci sono troppi periodi morti - precisa - soltanto durante la stagione estiva le cose vanno bene, e non sempre è così. A Londra non ci sono questi problemi, perché essendo una meta turistica parecchio ambita, di clientela ce n'è sempre in abbondanza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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