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Vendita ai privati unica soluzione per l’ex caserma
Il presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini fa il punto sul futuro della struttura di via Mazzini
VIAREGGIO. «Difficile pensare ad una soluzione “pubblica” alla vicenda dell’ex caserma dei carabinieri di via Mazzini...». A parlare è Andrea Palestini, presidente del consiglio provinciale, ed ex consigliere comunale del Pd. L’edificio è della Provincia, che lo ha inserito tra i propri beni alienabili. La cifra si aggira intorno ai 6 milioni di euro, oggi che qualche chiamata alla gara bandita da Palazzo Ducale è già andata deserta. Dunque il futuro di quello che è uno degli edifici storici più belli della città, è la vendita ai privati.
Alla domanda se vi sia ancora mercato, oggi, che il “mattone” vive il lato peggiore della crisi economica, Palestini risponde: «Certo non è più come prima, ma l’ex caserma dei carabinieri è collocata in un posto importante della città». Un posto - piazza Mazzini e dintorni - che vede già un altro intervento pesante dal punto di vista dell’edificazione: il palazzo di lusso previsto nell’area denominata ex Casa del Fascio, a ridosso della passeggiata.
Nei giorni scorsi c’è stato, in Provincia, un incontro tra il sindaco ed il presidente Baccelli. Molti i temi sul tavolo, compreso quello dell’emergenza abitativa di Viareggio. Con il sindaco Betti pronto ad aderire alla Fondazione casa della Provincia, in una sorta di “scambio” con il via libera all’operazione della costruzione di appartamenti nell’ex caserma.
Perché ciò sia possibile, in assenza del Regolamento urbanistico che Viareggio è destinata ad attendere ancora a lungo, è necessario procedere con una variante al Piano strutturale. Ma l’amministrazione di centrosinistra deve fare i conti con se stessa: il capogruppo di Sel in consiglio provinciale, Paolo Barsanti (fresco di ingresso al posto di Gloria Puccetti, oggi vice sindaco di Viareggio) ha ricordato chiaro e tondo che « nel programma della coalizione di centro-sinistra che ha vinto e governa il comune di Viareggio è scritto chiaramente “consumo zero” del territorio, cosa che potrebbe trovare eccezioni per urgenti e necessari bisogni pubblici (case popolari, scuole ecc.) che tutti possono accettare e ben valutare». I consiglieri e gli amministratori di Sel in Comune al momento non si sono fatti sentire. Ma al centro dell’operazione ex caserma c’è la ridefinizione di un pezzo di città, per quanto riguarda una delle attività che ne definiscono il volto: le scuole superiori.
Il progetto della Provincia è, da sempre, quello di un super polo scolastico al Marco Polo, dove trasferire anche il liceo Scientifico. Non è esclusa la possibilità che la vendita della ex caserma si realizzi anche al di fuori di questo progetto. Se così fosse, però, una parte del ricavato della vendita dovrebbe essere impiegato per dare fiato alla attuale sede dello Scientifico.
Insomma: un puzzle difficile da definire. In questo quadro complesso, a proposito di scelte urbanistiche, il sindaco Betti si lascia scappare: «Devo mettere mano alla variante del Piano strutturale, prima di tutto. Me lo chiede la Regione».
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