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I balneari: con la Tares aumenti del 120%

FORTE. «In questo scorcio di fine estate, in cui si è soliti fare bilanci, meraviglia il silenzio assordante nel quale si sta consumando l’ennesima beffa a danno del tanto vituperato turismo balneare,...

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FORTE. «In questo scorcio di fine estate, in cui si è soliti fare bilanci, meraviglia il silenzio assordante nel quale si sta consumando l’ennesima beffa a danno del tanto vituperato turismo balneare, che è però alla base del successo del nostro paese».

A protestare è Luigi Bianchi, noto balneare e consigliere dell’Associazione di categoria. «Ovviamente - prosegue Bianchi - sto parlando della Tares, un’imposta che sarebbe dovuta aumentare dell’84% rispetto alla vecchia Tarsu, e che invece si è trasformata in una stangata con un aumento del 120% nonostante le rassicurazioni alle categorie da parte del Sindaco, del Vice sindaco e del Ragioniere del Comune. Chiamati in Comune per un primo incontro, - continua Bianchi - ci fu poi una riunione specifica con la mia categoria all’interno della nostra sede, dove il vice sindaco Molino, carte alla mano, ci illustrò con perizia che saremmo passati da 0,81al metro quadrato a 1,49 scongiurando così l’aumento del 180% che ci avrebbe portato a 2,20 al metro quadrato. Ricevendo l’avviso di riscossione scopriamo invece – continua - che i conti non tornano, che quegli incontri non sono serviti a niente e che nonostante le varie professionalità messe in campo a tutti era sfuggito di aggiungere il coefficiente di 0,30 da dare allo Stato. Mi chiedo dunque: e ora che facciamo? A cosa servono gli incontri preliminari se poi nella sostanza non hanno mai un seguito? Mi auguro - conclude Luigi Bianchi - che l’Amministrazione possa rivedere le porzioni produttive di un Bagno per arrivare ad una cifra congrua».

Angelo Petri

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