Il Tirreno

Versilia

L’Autorità portuale impone le tariffe a bordo banchina

di Donatella Francesconi
L’Autorità portuale impone le tariffe a bordo banchina

Gli utenti dovranno sapere quanto costano acqua e luce Morelli: il nuovo Regolamento fa rispettato, senza sconti

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VIAREGGIO. «Ma pensano davvero che noi si possa lavorare solo con l’acqua e la luce?»: lungo le banchine ai lavori sale la protesta per le nuove regole dettate dal Regolamento nato dall’intesa tra Autorità portuale e Capitaneria. «Tanto lo sappiamo - continuano i concessionari delle colonnine -: qualcuno aveva detto “tanto il porto me lo prendo io”...». È forte la sensazione di finire stritolati dallo stesso sistema che fino ad oggi aveva consentito di fare girare decine di migliaia di euro lungo banchine pubbliche e dunque gratuite sulle quali si sono fatti affari d’oro a più livelli e con protezioni non solo locali. Un sistema che intreccia, purtroppo, politica, autorità marittima, cantieri. E giù giù dai tonni grossi ai pesci piccoli.

La nuova protesta nasce dal fatto che l’Autorità portuale regionale ha imposto, giustamente, che venga esposta in banchina la cartellonistica con le tariffe per acqua e luce. Tariffe libere - è stato spiegato a chi si è presentato negli uffici dell’ex demanio - che gli operatori dovranno calcolare e decidere in proprio. A questo punto, però, nessuno potrà più chiedere - lungo le banchine destinate alle unità navali ai lavori - altre cifre che non siano le utenze, tariffe esposte alla mano.

Ma non solo. Si pone inevitabilmente il problema di imbarcazioni che stazionavano nel porto viareggino in tratti che solo con il nuovo Regolamento sono stati delimitati per i lavori. È il caso del “Red”, barca d’epoca da 23 metri, pronta ad entrare per ormeggiare non appena il tempo lo consenta. Di solito posizionata sulla banchina dietro la palestra “Berchielli” , oggi non troverà posto o comunque non potrà restare. Perché il tratto di ormeggio dove trovava ricovero di anno in anno è oggi destinato ai lavori e dunque soggetto al nuovo regolamento.

«Qui si aumenta solo la burocrazia - spiega chi lavora con le imbarcazioni usate -: a cominciare dal fatto che dobbiamo portare all’ispettorato del lavoro tutte le carte relative alla imprese che avremo a bordo per i lavori. È tutta una marca da bollo: in un anno se ne vanno 300 euro di valori bollati!». Burocrazia che aumenta - questa la protesta - a fronte del fatto di poter restare in banchina due mesi solo, con possibile rinnovo per altrettanto tempo. E nulla più. Almeno sulla carta. Perché poi, là dove la regola non è dettagliata, ecco trovata la “formula magica”: «Si spostano le barche, di due mesi in due mesi, lungo le banchine lavori per assicurarsi di poter rimanere tutto il tempo necessario...».

Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale, ascolta il lungo elenco di lamentele, poi risponde deciso: «Occorre mettersi in regola secondo le nuove indicazioni. Punto. Non vedo cosa dovrei fare io in alternativa. Se non quello che sto facendo: disciplinare ciò che per legge mi è stato affidato». Se c’è un «principio chiaro», ci tiene a sottolineare Morelli è che «vanno richieste le nuove autorizzazioni a norma del Regolamento che pubblicheremo anche sul sito della Regione».

Per quanto riguarda, infine, gli ormeggi ai corpi morti Morelli annuncia: «La loro idoneità è stata dimostrata dai rilievi dei subacquei. Dunque saranno ufficialmente acquisiti dalla Autorità portuale».

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