Meteo
I mobili più trendy ora si creano riciclando i rifiuti
Il designer lombardo Luca Gnizio investe in Versilia Consorzio di imprese per creare un mix tra arredi e arte
di Alessandro Bartolini
CAMAIORE
I lavoratori delle otto aziende sono già impegnati a realizzare le opere ideate dal designer Luca Gnizio, che tra poco più di un mese prenderanno forma e avvieranno ufficialmente il progetto voluto dal Consorzio le Bocchette: creare una sinergia tra imprese diverse e produrre oggetti d’artigianato con materiali di scarto industriale. Un esperimento ambizioso e originale, nato agli inizi di agosto, che verrà presentato ufficialmente tra poche settimane (Il Tirreno è in grado di darne qualche anticipazione). Cavi elettrici, scarti di frigoriferi e ferri vecchi, roba da buttare che verrà lavorata, assemblata e trasformata in lampade, mobili di interior design e outdoor, grazie alla bravura dei dipendenti delle aziende che aderiscono, e all’estro del giovane Luca Gnizio, industrial designer e artista che possiede un atelier d’arte in centro a Pietrasanta. A lui, un mese fa, si è rivolto il Consorzio Bocchette per gettare le basi del progetto, dietro al quale c’è un’idea semplice: far cooperare in un periodo di crisi così duro le piccole realtà industriali del territorio e allungare il ciclo di vita dei materiali, che possono ancora generare guadagni. A Luca Gnizio, e alla sua arte visionaria, spetterà il compito di ideare i progetti, alle ditte quello di realizzarli. Ognuna delle otto aziende costruirà due o tre pezzi, in seguito esposti nell’atelier dell’artista e in vendita al pubblico. Capolavori postmoderni, in bilico tra opere d’arte e oggetti di uso comune, che non saranno pezzi unici, ma ideati per essere prodotti in serie ed avere, così, prezzi accessibili per tutte le tasche. Opere utili e funzionali, ancora prima che belle. «In futuro vorremmo coinvolgere anche associazioni di persone diversamente abili, – dice Luca Gnizio – sono convinto che il design, come qualsiasi altra forma d’arte, debba essere utile alla società oltre che gradevole agli occhi di chi lo ammira». Una filosofia che Gnizio adotta da sempre nel suo lavoro. Non a caso, il Consorzio ha bussato alla sua porta quando ha deciso di partire. Ogni opera del trentaduenne designer di Crema porta con sé un messaggio di denuncia su temi relativi all’ambiente: dall’inquinamento delle nostre città alla desertificazione dei continenti. Ogni sua creazione è un mosaico di rottami, carcasse di elettrodomestici e scarti, materia morta che acquista nuova bellezza e utilità, come la poltrona interamente composta da paia di jeans o quella costruita con ferro e i filamenti di nailon che si trovano all’interno dei pneumatici. Le otto aziende che aderiscono: la Infall 1961 Srl , F.lli Benaglio Srl, la ElettroImpianti G.F. Srl, l’Autodemolizioni Francesconi, la Gianneschi pumps and Blowers Srl, la Vetreria Marco Polo Snc, AutoItalica Snc di Ceragioli David & C., e la Pieraccini Riccardo Elio, avranno un’opportunità per lavorare in settori diversi dal proprio . «Le realtà imprenditoriali coinvolte sono entusiaste - aggiunge Gnizio – per loro è un’occasione d’oro di rilancio. Lavorando insieme potranno scambiarsi reciprocamente saperi e macchinari. Il progetto del Consorzio vuole trasmettere anche un messaggio chiaro: se c’è cooperazione tra le imprese, la crisi è più semplice da superare».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
